martedì 29 dicembre 2009

San Donato - In crescita gli abitanti del paese di Borat - In aumento pure i libici per merito dell’Eni, che funziona da centro di attrazione. In testa alla classifica restano i filippini - Spuntano anche i kazaki nell’anagrafe degli immigrati regolari


Dall’anagrafe 2009 delle colonie straniere a San Donato conferme e sorprese. In città i residenti non italiani sono ormai attestati ben oltre la soglia del dieci per cento, con 3750 persone su 33mila. E nella classifica delle comunità più numerose la galassia Eni si ritaglia la sua parte, producendo fenomeni particolari come l’originale consistenza della colonia kazaka. Centododici cittadini della repubblica ex sovietica dell’Asia centrale, in gran parte lavoratori dell’indotto legato al petrolio e al gas naturale, risultano residenti e fanno compagnia a comunità più tradizionali e già ben attestate in passato come i 634 filippini - i più numerosi in assoluto - i 473 rumeni, i 205 egiziani e i 149 sandonatesi originari dello Sri Lanka. Il censimento 2009 degli stranieri presenti in città - quasi definitivo, anche se alcuni dati andranno limati con l’inizio dell’anno nuovo - evidenzia l’ormai avvenuto superamento di quota 10 per cento nel rapporto fra non italiani e autoctoni. A San Donato risultano censiti infatti 2967 extracomunitari e 783 cittadini dell’Unione Europea, per un totale di 3750 presenze su una stima complessiva di residenti attestata a 32.600 alla fine del 2007, oggi poco oltre i 33mila. Se è notevole il peso della colonia dal Vecchio Continente nell’economia generale della San Donato non italiana (gli europei comunitari rappresentano comunque il 20,8 per cento), il maggior apporto resta fornito come ovunque dalle nazioni extracomunitarie. In linea generale, la consistenza di ciascuna comunità nazionale si lascia “leggere” attraverso un ben preciso ruolo sociale e una dimensione lavorativa sua propria. Così ad esempio fra i comunitari, tedeschi, francesi, spagnoli e britannici assommano ben 136 unità (58 i britannici), più che in qualsiasi centro limitrofo del Sudmilano. Effetto della vicina metropoli, che fa girare attorno a sé affari e trasferte internazionali. In termini assoluti comunque anche a San Donato la top ten dei Paesi europei è guidata da provenienze sulla falsariga di tutto l’hinterland, come la rumena (473 unità, 216 uomini e 257 donne) e la bulgara (56 persone). Per quanto riguarda il resto del mondo, seguendo una tendenza già netta da anni, in città le comunità più forti risultano quelle attratte da un punto di vista lavorativo dai servizi alla persona e all’indotto abitativo: colf quindi, badanti, collaboratori ai servizi condominiali. Ecco quindi i 634 filippini, quasi equamente suddivisi fra uomini e donne; i 149 cingalesi, i 298 peruviani e i 147 originari dell’Ecuador. Ma come accennato, una città che continua a vivere sull’energia si vede anche nei transiti internazionali: fra kazaki e libici (47), ben 159 residenti acquisiti arrivano da nazioni piuttosto a margine dei tradizionali serbatoi di emigrazione. Il loro arrivo dipende solo dal mondo del lavoro.Fonte: Il Cittadino

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