mercoledì 6 gennaio 2010

Montagna di soldi per treni in ritardo - La denuncia di Legambiente: «Le promesse fatte ai pendolari sono state disattese nonostante gli investimenti sui trasporti» - Stanziati 900 milioni in nove anni, «ma il servizio è scadente»


Una montagna di soldi spesi il trasporto pubblico che però danno ai pendolari un servizio scadente. Negli ultimi nove anni, la Lombardia ha stanziato 900 milioni di euro per l’acquisto di treni dati in comodato alle imprese ferroviarie. L’ultimo contratto di servizio, invece, ammonta a 343,85 milioni di euro.I numeri fanno parte dell’ultimo rapporto stilato da Legambiente, “Pendolaria 2009”. Nel documento l’associazione sottolinea che alcune promesse non sono mai state mantenute, il “Progetto 1000 treni per i pendolari”, per esempio, non ha mai preso quota: «I nuovi treni annunciati sono qualcosa di nemmeno lontanamente paragonabile con il progetto lanciato due anni fa durante il governo Prodi e rimasto sulla carta - fa sapere Legambiente -. Quello di cui parliamo è un investimento di 1,5 miliardi di euro da parte di Trenitalia reso possibile dalla maggiore certezza data dai nuovi contratti di servizio di 6 anni con le regioni. A questi, però, si aggiungerà un contributo di circa 500 milioni proveniente dai fondi Fas, di cui però ancora deve essere definita la distribuzione, anche perché l’85 per cento è vincolato come destinazione alle regioni del Sud. In pratica, stiamo parlando di investimenti che valgono poco più di un quarto di quanto era stato promesso con i 1000 treni».Il problema non è solo l’ammontare delle risorse a disposizione, quanto il loro impiego e, soprattutto, le priorità di spesa: spesso i binari sono sacrificati a favore delle strade. «Per quanto riguarda il servizio - si legge nel rapporto -, ossia il numero di treni che circola nelle diverse regioni, il governo ha dato certezza per le risorse a disposizione (480milioni euro l’anno fino al 2011) e i nuovi contratti pluriennali permetteranno di avere finalmente un orizzonte di certezze rispetto all’attuale servizio. Il problema è che queste risorse e i nuovi contratti in pratica garantiscono l’inadeguata situazione esistente, mentre per il rilancio di cui si avverte così forte il bisogno si dovrà riuscire a far invertire le priorità di spesa di governo e regioni».Secondo Legambiente, l’Italia è l’unico Paese in Europa che finanzia strade e autostrade con risorse pubbliche doppie rispetto a quelle previste per le ferrovie nazionali e regionali. Tra il 2002 e il 2009, sul territorio nazionale sono stati spesi 34 milioni di euro per le strade e 6 milioni per i binari.In Lombardia la rete ferroviaria si estende per 1.922 chilometri e conta ogni giorno 559mila viaggiatori (191mila abbonati), mentre i gestori sono Trenitalia e le Nord. Nel 2009 sono stati investiti 54,6 milioni per il servizio e 90 milioni per il materiale rotabile.Nel frattempo, il numero dei pendolari continua a crescere in tutta Italia, un esercito che meriterebbe una maggiore considerazione. «Sono oltre 2milioni e 630mila i cittadini che ogni giorno prendono i treni per motivi di lavoro e studio sulle linee regionali. E sono centinaia le linee della rete ferroviaria italiana in cui circolano treni pendolari gestiti da 21 concessionari diversi. Tra il 2007 e il 2009 i passeggeri che viaggiano su queste linee sono cresciuti dell’8,2 per cento, con duecentomila viaggiatori in più, e soprattutto sono la principale voce della domanda di trasporto ferroviario».Fonte: Il Cittadino

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