sabato 3 aprile 2010

Il fiume malato è in ripresa nell’attesa delle bonifiche

L’ondata nera è passata. E anche se per attenderne la resurrezione bisognerà aspettare chissà quante Pasque, a quasi un mese e mezzo dal disastro ambientale che l’ha avvelenato il Lambro comincia a intravedere i primi flebili segnali di speranza. Le ultime “foto” scattate da Regione, Provincia, forze dell’ordine, prefettura, Arpa e Asl consegnano infatti un bilancio in progressivo (seppur parziale) miglioramento. Il dato di partenza, risalente al 22 marzo, è quello sulla stima delle sostanze fuoriuscite dai serbatoi dell’ex raffineria di Villasanta: 2600 tonnellate tra gasolio (per oltre due terzi) e olio combustibile, recuperate per più della metà tra i piazzali della Lombarda Petroli (circa 300 tonnellate) e il depuratore di Monza (1250 tonnellate). Nel Lambro, in sostanza, sarebbero finite 1050 tonnellate di idrocarburi, pronte a riversarsi nel Po; gli sbarramenti tra la Brianza e Orio Litta e quello di Isola Serafini avrebbero però catturato rispettivamente altre 100 e 450 tonnellate di veleni, contenendo a 500 il tonnellaggio dell’“onda nera” lanciata verso l’Adriatico. E quanto è rimasto nel Lambro? L’ultimo bollettino Arpa, pubblicato proprio ieri, conferma come le concentrazioni di idrocarburi rilevati sulle acque superficiali di otto “stazioni” (Cologno Monzese, Milano Parco Lambro, Peschiera, Melegnano, San Zenone, Sant’Angelo, Borghetto e Orio Litta) i parametri restino sotto i livelli di guardia (0,05 milligrammi per litro). Per i prelievi delle acque sotterranee, “pescati” da pozzi tra i 50 e i 100 metri dal fiume in 16 punti dell’asta, cinque dei quali nel Lodigiano, si attende invece che gli esiti delle analisi confermino le sensazioni di ottimismo. Nessun comune, per il momento, ha comunque comunicato alla prefettura di Lodi la revoca del divieto per gli agricoltori di attingere acqua dal fiume per irrigare; e mentre i campionamenti sulle acque continuano, al ritmo di una alla settimana, l’ufficio territoriale della Regione manterrà precauzionalmente ancora per qualche tempo i due sbarramenti tra Salerano e Orio Litta, dove i “salsicciotti” anneriti continuano a intercettare residui e rifiuti “glassati” dei sedimenti degli idrocarburi.Intanto gli enti locali aspettano di entrare in azione con le bonifiche. «Nell’ultima riunione in prefettura con gli enti interessati Arpa e Asl ci hanno rassicurato che la situazione è decisamente migliorata e che i parametri fortunatamente sono nella norma - spiega l’assessore provinciale all’ambiente, Elena Maiocchi -. Con la Regione si è accennato a predisporre un piano di bonifica per le sponde, che come una spugna hanno assorbito gli olii: aspettiamo che il ministero dell’Ambiente riceva il decreto di stanziamento fondi (20 quelli promessi dal governatore lombardo Formigoni, ndr), dopo di che assieme alla Protezione civile si comincerà a organizzare congiuntamente le bonifiche. I tempi non saranno brevi: dovremo ripartire da zero su un fiume che già aveva le sue problematiche».Fonte: Il Cittadino

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