L’acqua del Lambro è di nuovo buona per irrigare i campi e il suo uso è già consentito: la notizia è stata data ieri mattina dalla giunta della Provincia di Milano riunita nella seduta itinerante a San Colombano al Lambro e confermata nel pomeriggio dall’Asl di Lodi. A un mese e mezzo dal disastro ambientale causato dalla fuoriuscita di oli combustibili dai depositi della “Lombarda Petroli” di Villasanta a Monza, gli agricoltori possono tirare un respiro di sollievo.La decisione di consentire di nuovo l’uso dell’acqua del Lambro è stata presa mercoledì sera nel corso di una riunione alla direzione generale della sanità della Regione Lombardia e trasmessa ieri mattina alle Asl dei territori interessati con richiesta di passare la comunicazione a tutti i comuni rivieraschi. Secondo le indagini dell’Arpa, i livelli di idrocarburi presenti oggi nel Lambro sono inferiori alla soglia critica di rischio. Al depuratore di Monza, che nell’immediatezza dello sversamento svolse la mole maggiore di lavoro bloccando il passaggio di circa il 70 per cento dei 3.500 metri cubi di idrocarburi, le analisi di questa settimana hanno confermato che l’acqua del Lambro è tornata a livelli pre-crisi. «Non so cosa succede oltre, sull’asta del Lambro, ma dalle analisi delle acque al depuratore di Monza confermo che l’acqua non solo presenta livelli di idrocarburi nella norma, ma praticamente è tornata ai livelli antecedenti il disastro ambientale», ha confermato Filippo Carimati, presidente di Brianzacque che gestisce l’impianto.Tuttavia, all’entusiasmo per il risultato sull’acqua del Lambro fa da contraltare proprio la nota della Regione Lombardia, che non è priva di avvertenze critiche: gli idrocarburi infatti non sono spariti, ma si sono depositati sulle rive del fiume. Per questo motivo, l’uso irriguo dell’acqua è consentito ma rimane costantemente monitorata la situazione del fiume e in caso di piena il permesso di irrigare sarà nuovamente sospeso.«Alla fine quello del Lambro sembra essere fortunatamente un disastro limitato, nel senso che poteva essere anche peggiore di quello che poi è stato in realtà, ma quanti anni ci vorranno per far tornare a vivere il fiume? - ha commentato il presidente della Provincia di Milano Guido Podestà -. E quanti sono i siti a rischio in Lombardia? Bisogna pensare a un sistema di allarmi obbligatori per legge per questi impianti a rischio, in modo che eventuali problemi possano essere affrontati nel modo più tempestivo. Lo sversamento nel Lambro è accaduto alle 4 del mattino, ma fino alle 8 nessuno è stato informato e nessuno si è mosso, perdendo così quattro ore preziose per il primo intervento».E se dalla Regione è arrivato l’ok all’uso irriguo delle acque del Lambro, la Provincia di Milano non intende abbassare la guardia. «I tecnici della Provincia di Milano insieme con quelli di Arpa Lombardia proseguono l’attività di studio e monitoraggio delle acque - ha concluso Podestà -. I valori di idrocarburi e di metalli sono sotto il limite d’attenzione, ma l’opera di dilavamento che ripulirà definitivamente il Lambro è ancora molto, molto lunga».Fonte: Il Cittadino
sabato 10 aprile 2010
San Colombano - L’acqua del Lambro buona per i campi - La conferma è arrivata dall’Asl di Lodi: dopo il disastro il livello di idrocarburi è tornato nella norma - La notizia data ieri nel corso della giunta provinciale itinerante
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