I cantieri si erano aperti a pochi mesi dall’insediamento della giunta Carlin e la rivoluzione è costata un milione di euro. Dopo sette anni sono ancora chiusi i locali di cascina Ortaglia, così chiamati perché un tempo erano il quartier generale degli ortolani che lavoravano nelle terre del castello. E ora nei locali mai utilizzati, si torna a lavorare. Non c’è pace per quella che, almeno sulla carta, è diventata la casa della cultura. Nonostante l’atto di indirizzo dello scorso ottobre, con cui la giunta guidata da Domenico Crespi ha deciso il riutilizzo dei locali per dare una sede all’associazione Africa Chiama e per dare nuovo slancio alla biblioteca comunale, le porte di cascina Ortaglia sono ancora sbarrate. Sulla questione è intervenuto nei giorni scorsi, il capogruppo della Lega nord in consiglio, Giuseppe Negri. «Il rischio è che prima che diventi operativa, ci sia bisogno di un nuovo intervento – aveva detto Negri in merito - : quei locali vanno aperti e l’amministrazione ci deve spiegare il motivo di questo ritardo». In questo caso, l’ostacolo si chiama umidità: sarebbe così alta che l’amministrazione è stata costretta a staccare l’impianto elettrico per evitare corto circuiti. Che la situazione sia seria lo dimostra anche l’impegno della Fondazione comunitaria della Provincia di Lodi, che ha stanziato 10mila per rimettere mano ai locali. «Impegno a cui ne segue uno nostro di pari entità – ha annunciato il sindaco Crespi - , ci sono problemi seri sia all’impianto elettrico che alla scala esterna, dove ci sono punti decisamente pericolosi. Ora siamo costretti a ritardare l’apertura al pubblico». Il sindaco punta il dito contro la riqualificazione portata avanti dalla giunta Carlin, parlando di «lavori inadeguati», come già aveva fatto per palazzo Delmati qualche settimana fa quando, dopo le piogge abbondanti, i dipendenti si erano dovuti munire di secchi e stracci per asciugare pavimenti e pozzanghere creati dalle infiltrazioni nel soffitto. «Bisogna dire la verità – ha attaccato di nuovo Crespi - : quello che abbiamo trovato al nostro arrivo non era in condizioni di essere utilizzato. I locali sono troppo bassi rispetto al livello della strada e incamerano tutta l’acqua che transita sulla carreggiata». Con l’impegno condiviso tra amministrazione comunale e Fondazione comunitaria, ora ci sono altri 20mila euro sul piatto per rimettere mano a Cascina Ortaglia e restituirla così ai santangiolini.Fonte: Il Cittadino
venerdì 21 maggio 2010
Sant'Angelo - Cascina Ortaglia, è un’odissea infinita - A sette anni dall’apertura dei cantieri la struttura, che dovrebbe diventare sede di associazioni e biblioteca, è inutilizzata - Il sindaco Crespi: «Lavori inadeguati, colpa della giunta Carlin»
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