Dalla Germania a Lodi per ribadire le proprie intenzioni: su Tavazzzano non si torna indietro. Nonostante la disponibilità a raggiungere palazzo San Cristoforo per un incontro sul futuro della centrale, il gigante dell’energia non cede di un millimetro. Le condizioni del mercato sono cambiate, la motivazione ufficiale. E.on sembra non avere più nessuna intenzione di investire nella costruzione del “gruppo 9”, il modulo a ciclo combinato che avrebbe comportato la messa in soffitta del più vecchio dei gruppi in funzione, il “gruppo 8”, con l’abbandono dell’olio combustibile. Delusione e toni a duri tra i chiostri dell’ex convento di San Domenico, dove mercoledì pomeriggio si sono seduti intorno ad un tavolo l’amministratore delegato di E.on, Klaus Shäfer, il presidente della Provincia, Pietro Foroni, il sindaco di Tavazzano con Villavesco, Giuseppe Russo, e quello di Montanaso Lombardo, Luca Ferrari. Presenti anche i rappresentanti dei sindacati Cgil, Cisl e Uil, decisi ad ottenere rassicurazioni sul futuro dei dipendenti dell’impianto. Nessuna sorpresa sul fronte dell’occupazione, l’ad di E.on ha precisato che non c’è in programma nessun ridimensionamento del sito, ma solo un blocco delle prospettive di trasformazione. Rimangono aperti i fronti dell’ambientalizzazione del sito e la partita inerente la compensazione economica, come stabilito dal protocollo d’intesa firmato insieme alla Provincia di Lodi in cui parla di oneri destinati agli enti locali per 11 milioni di euro. E proprio sulla firma di quel documento che ha intenzione di far leva palazzo San Cristoforo. «Siamo stati molto duri – ha spiegato in merito il presidente Foroni - : abbiamo usato chiaramente la parola “delusione” più volte. Gli enti locali non possono farsi usare dai privati per i loro interessi senza poi ottenere il rispetto degli accordi». E non è escluso che per il rispetto dei patti non si chiamino in causa i legali. «Registriamo la disponibilità dell’amministratore delegato a raggiungere Lodi dalla Germania – ha proseguito Foroni - , ma la convenzione come un qualsiasi contratto deve essere rispettata. Non inseguiremo l’accordo e aspetteremo un paio di settimane; se non dovessero esserci novità ci rivolgeremo ai legali». Delusione anche dal sindaco di Tavazzano, Giuseppe Russo. «Siamo esattamente alla situazione di un mese fa – ha commentato Russo - ; da parte nostra c’è la speranza che la scelta non sia definitiva. Siamo ancora nella fase interlocutoria».Rossella MungielloDalla Germania a Lodi per ribadire le proprie intenzioni: su Tavazzzano non si torna indietro. Nonostante la disponibilità a raggiungere Palazzo San Cristoforo per un incontro sul futuro della centrale di Tavazzano, il gigante dell’energia non cede di un millimetro. Le condizioni del mercato sono cambiate, la motivazione ufficiale. E.on sembra non avere più nessuna intenzione di investire nella costruzione del nuovo “gruppo 9”, il modulo a ciclo combinato che nel progetto di adeguamento ambientale avrebbe comportato la messa in soffitta del più vecchio dei gruppi in funzione, il “gruppo 8”, già riconvertito con l’abbandono dell’olio combustibile. Delusione e toni a duri tra i chiostri dell’ex convento di San Domenico, dove mercoledì pomeriggio si sono trovati intorno ad un tavolo l’amministratore delegato di E.on Klaus Shäfer, il presidente della Provincia Pietro Foroni, il sindaco di Tavazzano con Villavesco, Giuseppe Russo, e quello di Montanaso Lombardo, Luca Ferrari. Presenti anche i rappresentanti dei sindacati Cgil, Cisl e Uil, decisi ad ottenere rassicurazioni sul futuro dei dipendenti dell’impianto. Nessuna sorpresa sul fronte dell’occupazione, l’ad di E.on ha precisato che non c’è in programma nessun ridimensionamento del sito di Tavazzano, ma solo un blocco delle prospettive di trasformazione. Come annunciato in precedenza dunque, quel “gruppo 9” da 400 megawatt non sarà più costruito. Rimangono aperti i fronti dell’ambientalizzazione del sito e la partita inerente la compensazione economica destinata alle amministrazioni comunali di Tavazzano e Montanaso, come stabilito dal protocollo d’intesa firmato insieme alla Provincia di Lodi in cui parla di oneri per 11 milioni di euro. E proprio sulla firma di quel documento che ha intenzione di far leva Palazzo San Cristoforo. «Siamo stati molto fermi e duri – ha spiegato in merito il presidente Foroni - : noi alla firma del protocollo non c’eravamo, ma come amministratori ci sentiamo partecipi di questa partita che coinvolge il territorio. Abbiamo usato chiaramente la parola “delusione” più volte. Quell’accordo è stato firmato perché con l’assenso degli enti locali, che avrebbero ricevuto in cambio compensazioni e sicurezza ambientale, sarebbe stato più semplice ottenere l’autorizzazione ambientale integrata. Gli enti locali non possono farsi usare dai privati per i loro interessi senza poi ottenere il rispetto degli accordi». E non è escluso che per il rispetto dei patti non si chiamino in causa i legali. «Registriamo la disponibilità dell’amministratore delegato a raggiungere Lodi dalla Germania per discuterne – ha proseguito Foroni - e siamo certi che questo sia il primo di molti incontri. Non ci interessa che E.on voglia o meno investire nel gruppo 9, ma la convenzione come un qualsiasi contratto deve essere rispettata. Non inseguiremo l’accordo e aspetteremo un paio di settimane; se non dovessero esserci novità ci rivolgeremo ai legali». Delusione anche dal sindaco di Tavazzano, Giuseppe Russo. «Siamo esattamente alla situazione di un mese fa – ha commentato Russo - ; da parte nostra c’è la speranza che la scelta non sia definitiva. Siamo ancora nella fase interlocuria». Dalla Germania a Lodi per ribadire le proprie intenzioni: su Tavazzzano non si torna indietro. Nonostante la disponibilità a raggiungere Palazzo San Cristoforo per un incontro sul futuro della centrale di Tavazzano, il gigante dell’energia non cede di un millimetro. Le condizioni del mercato sono cambiate, la motivazione ufficiale. E.on sembra non avere più nessuna intenzione di investire nella costruzione del nuovo “gruppo 9”, il modulo a ciclo combinato che nel progetto di adeguamento ambientale avrebbe comportato la messa in soffitta del più vecchio dei gruppi in funzione, il “gruppo 8”, già riconvertito con l’abbandono dell’olio combustibile. Delusione e toni a duri tra i chiostri dell’ex convento di San Domenico, dove mercoledì pomeriggio si sono trovati intorno ad un tavolo l’amministratore delegato di E.on Klaus Shäfer, il presidente della Provincia Pietro Foroni, il sindaco di Tavazzano con Villavesco, Giuseppe Russo, e quello di Montanaso Lombardo, Luca Ferrari. Presenti anche i rappresentanti dei sindacati Cgil, Cisl e Uil, decisi ad ottenere rassicurazioni sul futuro dei dipendenti dell’impianto. Nessuna sorpresa sul fronte dell’occupazione, l’ad di E.on ha precisato che non c’è in programma nessun ridimensionamento del sito di Tavazzano, ma solo un blocco delle prospettive di trasformazione. Come annunciato in precedenza dunque, quel “gruppo 9” da 400 megawatt non sarà più costruito. Rimangono aperti i fronti dell’ambientalizzazione del sito e la partita inerente la compensazione economica destinata alle amministrazioni comunali di Tavazzano e Montanaso, come stabilito dal protocollo d’intesa firmato insieme alla Provincia di Lodi in cui parla di oneri per 11 milioni di euro. E proprio sulla firma di quel documento che ha intenzione di far leva Palazzo San Cristoforo. «Siamo stati molto fermi e duri – ha spiegato in merito il presidente Foroni - : noi alla firma del protocollo non c’eravamo, ma come amministratori ci sentiamo partecipi di questa partita che coinvolge il territorio. Abbiamo usato chiaramente la parola “delusione” più volte. Quell’accordo è stato firmato perché con l’assenso degli enti locali, che avrebbero ricevuto in cambio compensazioni e sicurezza ambientale, sarebbe stato più semplice ottenere l’autorizzazione ambientale integrata. Gli enti locali non possono farsi usare dai privati per i loro interessi senza poi ottenere il rispetto degli accordi». E non è escluso che per il rispetto dei patti non si chiamino in causa i legali. «Registriamo la disponibilità dell’amministratore delegato a raggiungere Lodi dalla Germania per discuterne – ha proseguito Foroni - e siamo certi che questo sia il primo di molti incontri. Non ci interessa che E.on voglia o meno investire nel gruppo 9, ma la convenzione come un qualsiasi contratto deve essere rispettata. Non inseguiremo l’accordo e aspetteremo un paio di settimane; se non dovessero esserci novità ci rivolgeremo ai legali». Delusione anche dal sindaco di Tavazzano, Giuseppe Russo. «Siamo esattamente alla situazione di un mese fa – ha commentato Russo - ; da parte nostra c’è la speranza che la scelta non sia definitiva. Siamo ancora nella fase interlocuria».Fonte: Il Cittadino
venerdì 21 maggio 2010
Tavazzano - Sulla centrale nessuna marcia indietro - La conferma arriva dopo l’incontro a Lodi con la Provincia: «Le condizioni del mercato sono cambiate» - E.on ribadisce la volontà di non investire su nuovi impianti E.on: Su Tavazzano non si torna indietro E.on: Su Tavazzano non si torna indietro
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