Due comuni con il bollino a “energia pulita”. Sono Montanaso e Borgo San Giovanni, le sole municipalità sul territorio provinciale a fregiarsi di una menzione in “Comuni rinnovabili 2011”, l’accurato dossier-mappa tracciato da Legambiente per fare il punto sulla diffusione degli impianti a energie rinnovabili in Italia. Circa duecentomila, per la precisione, tra fotovoltaico, solare termico, eolico, idroelettrico, geotermico, biomasse, biogas e teleriscaldamento: tutto quanto fa energia “verde” nei 7661 comuni italiani che ne vantano almeno uno, e con classifiche riservate alle primissime posizioni per ciascuna delle categorie prese in esame.E il Lodigiano? La prima citazione è nel mini idroelettrico, dove con i suoi 3,47 megawatt di energia prodotta Montanaso si colloca al 28esimo posto sui ben 946 comuni italiani con un impianto ad hoc. Merito dei due “salti”, ovvero le centraline realizzate dalle società Eusebio e Quattordici tra il canale Muzza e l’Adda e poco dopo l’incrocio con la sp 16 “San Grato-Zelo”. «Solo il primo può coprire il fabbisogno di tutta Montanaso», spiega il sindaco Luca Ferrari, la cui municipalità, così come il Consorzio Muzza, ricevono in cambio dai gestori qualche centesimo di euro a kilowatt prodotto, «poche migliaia di euro», precisa Ferrari. «Il ritorno è soprattutto ambientale - prosegue il primo cittadino -. Oltre a ciò nel paese abbiamo l’impianto fotovoltaico che sta realizzando Terna e quello nostro da 19 kilowatt sul tetto del municipio; in più, inaugurando il nuovo nido a settembre, saremo il primo comune del Lodigiano ad avere un edificio pubblico a classe A+ Casa Clima, energicamente passivo». Se le turbine d’acqua tra la Muzza e l’Adda fanno di Montanaso il regno lodigiano dell’idroelettrico, Borgo San Giovanni entra addirittura nella “top ten” nazionale di un’altra categoria; quella degli impianti a biogas, o meglio ancora dei soli 35 comuni sui 474 complessivi che ospitano impianti a cogenerazione, ovvero capaci di produrre sia energia elettrica che energia termica.Il segreto? Liquame suino e biomassa, quanto necessario per produrre quasi 3 Mw complessivi. Non solo: «Il titolare di un impianto ha fatto anche un impianto per il fotovoltaico a terra da 900 kilowatt - sottolinea il sindaco, Nicola Buonsante -, mentre un agricoltore ne ha messo uno sui tetti». Proprio sul fotovoltaico, seppure in crescita (e con qualche polemica sul consumo del suolo agricolo) secondo una recente indagine della Mitsubishi Electric, la provincia di Lodi è “maglia nera” in Lombardia, mentre sul biogas la prospettiva è di arrivare ad avere 33 impianti entro il 2012. Fonte: Il Cittadino

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