Questa volta non c’entrano elettrodomestici fuori uso, treni di pneumatici consunti, mobili malconci, immondizia abbandonata. C’entra purtroppo ancora l’inquinamento della roggia Scaravaggia, con l’acqua annerita da litri d’olio sversati probabilmente martedì di primo mattino.Una residente di Triginto si è accorta delle chiazze sospette e ha lanciato l’allarme, avvertendo Gaetano Carenzi, consigliere comunale della Fenice. Chiazze che non si sono disperse subito, anzi erano visibili pure ieri mattina fino a trecento metri di lunghezza dell’alveo. L’area campestre, a ridosso dell’abitato di Triginto, dietro via Garibaldi, è spesso soggetta ad episodi di tale risma.Per primo è andato a fare un controllo sul corso d’acqua il consigliere comunale della Fenice, che ha chiesto l’intervento della polizia locale. «Si avvertiva un forte odore di nafta - racconta - e per questo motivo ho deciso di fare intervenire le forze dell’ordine immediatamente. C’è stato uno sversamento, che purtroppo è una condanna per questa roggia dove dimorano molti pesci, gallinelle d’acqua e germani. Quest’acqua trasparente, alimentata da diversi fontanili, si è intorbidita per colpa di qualche incivile che mette a rischio in questo modo la fauna fluviale». È stata infatti scartata l’ipotesi della perdita originata da una lavatrice abbandonata nella roggia. I rilievi sono stati eseguiti dai vigili che sono risaliti fino all’altezza di una semicurva, verso le cascine. «L’acqua subito dopo era di nuovo limpida - dice Carenzi - il che vuol dire che qualcuno si è fermato qui per lo sversamento o probabilmente per lavare qualche mezzo. Io sono tornato oggi (ieri, per chi legge) a controllare meglio il luogo dove presumibilmente è avvenuto l’inquinamento. Adesso ho intenzione di presentare denuncia contro ignoti. La polizia locale sta valutando le informazioni a disposizione». Sul posto proprio Carenzi ha ritrovato anche i documenti di una tabaccheria e i pezzi di un videopoker rubato: erano quelli trafugati al Charlie Brown di Mombretto qualche sera prima.«Ho consegnato tutto a chi di dovere - ricorda Carenzi -, ora però l’aspetto fondamentale è dare un volto all’inquinatore e verificare che la roggia non abbia subito danni irreparabili per un’eventuale bonifica. Questa non può più essere una terra di nessuno». Fonte: Il Cittadino

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