mercoledì 22 giugno 2011

Mediglia - Rogo a Ca’ del Lambro, paura nella notte - Devastante incendio nella storica cascina del paese, il titolare si ustiona per salvare il salvabile

Fiamme e fumo per tutta la notte alla cascina Ca’ del Lambro. Il rogo che si è sviluppato nella notte tra lunedì e martedì, ha distrutto parzialmente il barchessale, mille quintali di fieno, un trattore e i vigili del fuoco milanesi di via Benedetto Marcello hanno dovuto lavorare a lungo per circoscrivere l’incendio. E per evitare che il fuoco raggiungesse alcune strutture vicine, visto che a una ventina di metri abitano i proprietari, tutti in salvo. Anche se, il titolare dell’azienda agricola Giuseppe G., di 59 anni, per cercare di limitare i danni e portare fuori il trattore dal fienile si è ustionato a mani e a una gamba: medicato all’ospedale di Vizzolo Predabissi, è stato dimesso con quindici giorni di prognosi e, ancora sotto shock, ha preferito ritirarsi in casa durante le operazioni di spegnimento, provato da questo triste episodio. L’allarme è andato avanti per diverse ore, e i soccorritori arrivati da San Donato sono intervenuti per aiutare il proprietario e fare servizio di prevenzione, così pure i carabinieri della tenenza di San Giuliano; i vigili del fuoco, con tre squadre impegnate, sono rimasti nel fienile anche ieri pomeriggio: prima di considerare completamente spento l’incendio, è stato necessario attendere un po’, viste le caratteristiche del materiale andato a fuoco, molto infiammabile. Impossibile, almeno per il momento, conoscere le cause dell’incendio che ha divorato le rotoballe e i vigili non si sbilanciano a questo proposito. Non è esclusa l’autocombustione, visto che è difficile attribuire l’origine delle fiamme ad altre cause. Di più se ne potrà sapere, probabilmente, solo dopo tutti gli accertamenti del caso. C’è voluto pochissimo, comunque, perché il fuoco si propagasse da una rotoballa all’altra, estendendosi per tutta la rimessa, all’interno dell’azienda agricola che si trova sulla via che da Mediglia porta a San Giuliano, con il confine segnato dal passaggio del Lambro. In fila, a qualche centinaio di metro l’una dall’altra, ci sono altre due aziende agricole piuttosto isolate in piena campagna. La Ca’ del Lambro è decentrata, il fienile è opportunamente distanziato rispetto alle altre strutture: un fatto che ha permesso di circoscrivere rapidamente l’incendio. A quanto pare, in piena notte, è stata la moglie del proprietario ad accorgersi dell’incendio. Sentiva l’odore acre del fumo e si è alzata con il marito per andare fino all’aia: le fiamme si erano già impossessate del fieno. E il proprietario, in un ultimo disperato tentativo, si è precipitato nel fienile montando sopra il trattore. Si è ustionato entrambe le mani e una gamba, ma il trattore è andato distrutto. In cenere anche le rotoballe, mentre la struttura è rimasta in piedi seppur parzialmente: è crollato infatti il parapetto posteriore. Si è andati avanti notte, mattina e pomeriggio, fino alle 14 , per completare le operazioni di smassamento e quindi spegnere le fiamme sotto i covoni. Dopo poche ore, comunque, l’allarme era ormai rientrato.Fonte: Il Cittadino
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