Fiamme e fumo per tutta la notte alla cascina Ca’ del Lambro. Il rogo
che si è sviluppato nella notte tra lunedì e martedì, ha distrutto
parzialmente il barchessale, mille quintali di fieno, un trattore e i
vigili del fuoco milanesi di via Benedetto Marcello hanno dovuto
lavorare a lungo per circoscrivere l’incendio. E per evitare che il
fuoco raggiungesse alcune strutture vicine, visto che a una ventina di
metri abitano i proprietari, tutti in salvo. Anche se, il titolare
dell’azienda agricola Giuseppe G., di 59 anni, per cercare di limitare i
danni e portare fuori il trattore dal fienile si è ustionato a mani e a
una gamba: medicato all’ospedale di Vizzolo Predabissi, è stato dimesso
con quindici giorni di prognosi e, ancora sotto shock, ha preferito
ritirarsi in casa durante le operazioni di spegnimento, provato da
questo triste episodio. L’allarme è andato avanti per diverse ore, e i
soccorritori arrivati da San Donato sono intervenuti per aiutare il
proprietario e fare servizio di prevenzione, così pure i carabinieri
della tenenza di San Giuliano; i vigili del fuoco, con tre squadre
impegnate, sono rimasti nel fienile anche ieri pomeriggio: prima di
considerare completamente spento l’incendio, è stato necessario
attendere un po’, viste le caratteristiche del materiale andato a fuoco,
molto infiammabile. Impossibile, almeno per il momento, conoscere le
cause dell’incendio che ha divorato le rotoballe e i vigili non si
sbilanciano a questo proposito. Non è esclusa l’autocombustione, visto
che è difficile attribuire l’origine delle fiamme ad altre cause. Di più
se ne potrà sapere, probabilmente, solo dopo tutti gli accertamenti del
caso. C’è voluto pochissimo, comunque, perché il fuoco si propagasse da
una rotoballa all’altra, estendendosi per tutta la rimessa, all’interno
dell’azienda agricola che si trova sulla via che da Mediglia porta a
San Giuliano, con il confine segnato dal passaggio del Lambro. In fila, a
qualche centinaio di metro l’una dall’altra, ci sono altre due aziende
agricole piuttosto isolate in piena campagna. La Ca’ del Lambro è
decentrata, il fienile è opportunamente distanziato rispetto alle altre
strutture: un fatto che ha permesso di circoscrivere rapidamente
l’incendio. A quanto pare, in piena notte, è stata la moglie del
proprietario ad accorgersi dell’incendio. Sentiva l’odore acre del fumo e
si è alzata con il marito per andare fino all’aia: le fiamme si erano
già impossessate del fieno. E il proprietario, in un ultimo disperato
tentativo, si è precipitato nel fienile montando sopra il trattore. Si è
ustionato entrambe le mani e una gamba, ma il trattore è andato
distrutto. In cenere anche le rotoballe, mentre la struttura è rimasta
in piedi seppur parzialmente: è crollato infatti il parapetto
posteriore. Si è andati avanti notte, mattina e pomeriggio, fino alle 14
, per completare le operazioni di smassamento e quindi spegnere le
fiamme sotto i covoni. Dopo poche ore, comunque, l’allarme era ormai
rientrato.Fonte: Il Cittadino
