mercoledì 1 giugno 2011

Zelo - Tornano i rifiuti nell’oasi naturale: scatta l’ordinanza “anti lucciole” - Secondo il sindaco la colpa sarebbe delle prostitute che esercitano lì

Sarebbe una delle passeggiate più belle, a piedi o in bicicletta, tra riserve naturali e scorci paesaggistici mozzafiato. Peccato che a togliere il fiato, letteralmente in certi casi, siano gli ammassi di rifiuti accatastati lungo la strada che da Molinazzo porta a Paullo e quella a metà tra Bisnate e Zelo che nelle ultime tre settimane si sono moltiplicati. Rifiuti che per la maggior parte sarebbero il “lascito” delle prostitute che presidiano la zona, che a quanto pare “dimenticano” piatti, bottiglie di plastica e sacchi colmi di immondizia. Sempre e comunque, nonostante l’avviso scritto notificato dal vicesindaco in persona, che ha intimato loro il ripristino delle aree così com’erano in precedenza. Un’iniziativa originale quella di Luciano Castoldi, che per combattere il fenomeno dell’abbandono indiscriminato di sacchi neri anche in riserve naturalistiche e siti d’interesse comunitario, è sceso in campo direttamente con tanto di lettera e timbro del comune, minacciando sanzioni nel caso d’inquinamento ambientale. Adesso però si attende un nuovo giro di vite per risolvere definitivamente la questione. I controlli saranno intensificati, grazie alla polizia locale e alla collaborazione della polizia provinciale. «Io - spiega Castoldi - sarei stato addirittura più drastico, ma non è che ci siano molti spazi di manovra. I controlli hanno portato ad arresti e denunce per le clandestine e multe salate per i clienti delle signorine che presidiano le nostre strade. Per quanto riguarda i rifiuti, io ho deciso di attivarmi con questa lettera. Ho preso la bicicletta e l’ho consegnata personalmente. Si ordina di ripulire quando si sporca, perché il territorio va lasciato come si trova; e visto che i fogli di via sembra che siano inattuabili, si dà ad intendere velatamente nella missiva che non è gradita la presenza a Zelo di chi non ha rispetto dell’ambiente». E sarebbero proprio le lucciole, che stanno tutto il giorno e la sera a due passi dall’accesso alla riserva del Mortone, le responsabili di accumuli di rifiuti. Montagne dove si scorgono piatti di plastica e bottiglie, oltre a resti di cibo, che evidentemente sono i rimasugli di pasti frugali. E, oltre alle lucciole, c’è il popolo dei pic nic che prende d’assalto l’Adda nei fine settimana e purtroppo è solito lasciare la sua impronta. «È un fenomeno difficile da arginare - conclude il vicesindaco -, e il risultato è che ogni volta che si pulisce, poi torna tutto da capo». Fonte: Il Cittadino
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