Sarebbe una delle passeggiate più belle, a piedi o in bicicletta, tra
riserve naturali e scorci paesaggistici mozzafiato. Peccato che a
togliere il fiato, letteralmente in certi casi, siano gli ammassi di
rifiuti accatastati lungo la strada che da Molinazzo porta a Paullo e
quella a metà tra Bisnate e Zelo che nelle ultime tre settimane si sono
moltiplicati. Rifiuti che per la maggior parte sarebbero il “lascito”
delle prostitute che presidiano la zona, che a quanto pare “dimenticano”
piatti, bottiglie di plastica e sacchi colmi di immondizia. Sempre e
comunque, nonostante l’avviso scritto notificato dal vicesindaco in
persona, che ha intimato loro il ripristino delle aree così com’erano in
precedenza. Un’iniziativa originale quella di Luciano Castoldi, che per
combattere il fenomeno dell’abbandono indiscriminato di sacchi neri
anche in riserve naturalistiche e siti d’interesse comunitario, è sceso
in campo direttamente con tanto di lettera e timbro del comune,
minacciando sanzioni nel caso d’inquinamento ambientale. Adesso però si
attende un nuovo giro di vite per risolvere definitivamente la
questione. I controlli saranno intensificati, grazie alla polizia locale
e alla collaborazione della polizia provinciale. «Io - spiega Castoldi -
sarei stato addirittura più drastico, ma non è che ci siano molti spazi
di manovra. I controlli hanno portato ad arresti e denunce per le
clandestine e multe salate per i clienti delle signorine che presidiano
le nostre strade. Per quanto riguarda i rifiuti, io ho deciso di
attivarmi con questa lettera. Ho preso la bicicletta e l’ho consegnata
personalmente. Si ordina di ripulire quando si sporca, perché il
territorio va lasciato come si trova; e visto che i fogli di via sembra
che siano inattuabili, si dà ad intendere velatamente nella missiva che
non è gradita la presenza a Zelo di chi non ha rispetto dell’ambiente». E
sarebbero proprio le lucciole, che stanno tutto il giorno e la sera a
due passi dall’accesso alla riserva del Mortone, le responsabili di
accumuli di rifiuti. Montagne dove si scorgono piatti di plastica e
bottiglie, oltre a resti di cibo, che evidentemente sono i rimasugli di
pasti frugali. E, oltre alle lucciole, c’è il popolo dei pic nic che
prende d’assalto l’Adda nei fine settimana e purtroppo è solito lasciare
la sua impronta. «È un fenomeno difficile da arginare - conclude il
vicesindaco -, e il risultato è che ogni volta che si pulisce, poi torna
tutto da capo». Fonte: Il Cittadino
