Oltre 3 mila firme contro l’inceneritore e per chiedere al sindaco di
emettere un’ordinanza urgente che vieti l’insediamento di installazioni
tossico-nocive sul territorio comunale: saranno consegnate domani,
domani mattina, al primo cittadino Flavio Parmesani da una delegazione
del comitato CasaleRespira.La ditta israeliana Elcon ha avviato l’iter
procedurale per l’insediamento in area Lever di un impianto di
trattamento di rifiuti liquidi provenienti dall’industria farmaceutica,
iter che sta regolarmente proseguendo in Regione e in provincia di Lodi.
In tale impianto sarà presente un bruciatore di post-combustione per i
residui del trattamento e saranno scaricati nel sistema fognario della
città sostanze inquinanti in concentrazioni superiori a quelle
consentite, per cui è stata chiesta una deroga. Attualmente il progetto è
in corso di Valutazione d’Impatto Ambientale in regione Lombardia
mentre la pratica di Autorizzazione Integrata Ambientale presentata in
provincia di Lodi è sospesa in attesa di una parte di documentazione
mancante, in particolare alcune planimetrie dettagliate. Il termine per
la consegna di tali documenti è il 10 luglio. «Il comitato è impegnato
su tanti fronti - spiegano i promotori tra cui il presidente del
comitato Simone Peviani e il portavoce Monica Moretti -. Vogliamo dare
alla popolazione una corretta informazione, ostacolare l’insediamento e
fornire al comune la nostra collaborazione per le valutazioni
tecnico-scientifiche relative al progetto grazie al team di ingegneri,
esperti di ambiente e avvocati che abbiamo messo in piedi. E, tanto per
dire, oltre 3 mila firme raccolte sono ben superiori a quelle che
servirebbero per chiedere un referendum comunale».L’amministrazione
comunale si è impegnata con voto unanime del consiglio comunale e
successiva delibera di giunta a ostacolare l’insediamento di Elcon, che
pure in un primo momento aveva invece caldeggiato e poi difeso, e a
collaborare con il comitato. Una dichiarazione d’intenti a cui oggi però
nulla ha fatto seguito: l’amministrazione non ha presentato delle
proprie osservazioni alla valutazione integrata ambientale, non ha dato
incarichi di consulenza per una propria valutazione tecnica per mancanza
di risorse, come spiegato al comitato, non ha chiesto agli uffici
comunali di fare una valutazione nemmeno preliminare. E del promesso
consiglio comunale aperto convocato sul tema ancora non c’è traccia,
tanto che il comitato ha già messo in programma per il 14 luglio
un’assemblea pubblica.«Restiamo convinti che l’impegno del comune non
sarà disatteso, e dopo le 3 mila firme il sindaco assumerà le iniziative
opportune prima dell’avvio della conferenza di servizi per la decisione
sull’impianto - concludono i promotori del comitato -. La settimana
prossima avremo anche l’incontro con l’assessore provinciale Elena
Maiocchi, mentre stiamo incassando il sostegno di altri consigli
comunali del territorio che si schierano contro l’impianto. Ora ci
aspettiamo atti concreti anche dal comune». Fonte: Il Cittadino
