venerdì 1 luglio 2011

Un nubifragio notturno flagella la Bassa - Tour de force per i pompieri impegnati in numerosi interventi, il più importante dei quali in un cascinale colpito da un fulmine. Allagamenti e alberi caduti ma anche un incendio a Castelnuovo

Prima le luci nelle case hanno cominciato a saltare, poi un rumore sordo proveniente da fuori ha dato l’annuncio dell’incendio. È stato un fulmine che si è abbattuto sulla centralina elettrica della rimessa a far divampare le fiamme, mercoledì notte, nel caseggiato della vecchia cascina in fondo a via Costa a Castelnuovo Bocca d’Adda. Nella nottataccia di bufera che ha funestato il Basso Lodigiano non solo acqua ma anche fuoco, con i pompieri del comando di Lodi e dei distaccamenti di Casalpusterlengo e Sant’Angelo impegnati su un doppio fronte, da una parte a liberare scantinati e garage dall’onda d’acqua rigurgitata dalle fogne, e dall’altra a domare gli incendi di un rustico a Castelnuovo e di un’automobile a Ospedaletto. Dei due il più importante è stato senz’altro quello che ha investito la vecchia officina del cascinale, una manciata di case per lo più abbandonate dove vive sola una vedova di 91 anni e da qualche tempo un giovane egiziano e una coppia di indiani. Sono stati loro ad avvertire il fragore e capire che qualcosa stava andando storto: «Sono uscito in cortile e ho visto le fiamme che erano già arrivate al tetto - ha raccontato l’egiziano - così ho chiamato subito i vigili». A pochi metri dalla cascina è situata una cabina di derivazione dell’Enel e stando ai residenti sarebbe scaturito da lì il problema all’illuminazione nelle abitazioni. All’origine dell’incendio ci sarebbe invece un fulmine che ha folgorato la centralina dell’ex officina. Chiusa da anni, veniva impiegata per montare serramenti e di quell’attività erano rimasti all’interno attrezzi da lavoro, latte, e una marea di altro materiale accumulato nel tempo. Come in un comune garage o cantina del resto. Divorata dalle fiamme, quella roba ha sprigionato fumo e cattivo odore, fino a che i pompieri di Casale non sono riusciti a spegnerle. Per farlo ci sono volute un paio d’ore. «Non mi sono accorta di niente perché stavo dormendo - ha raccontato la 91enne - ho saputo cos’era successo questa mattina (ieri per chi legge, ndr)». Verificato che la situazione era sotto controllo, i vigili hanno preferito non allarmarla. Sono rimasti alzati assieme ai vigili, invece, i proprietari degli scantinati allagati in via Paolo IV, via Indipendenza, via Kennedy e via Dalla Chiesa a Guardamiglio, dove l’acqua ha invaso anche il sottopasso di via Roma. Idem in via Giovanni Falcone e via Dante a San Rocco al Porto, mentre in via Borsellino i pompieri hanno provveduto a recuperare un albero abbattuto. La furia del vento che ha accompagnato il temporale, ha fatto cadere infatti rami e in alcuni casi interi alberi: alla frazione Casoni di Borghetto Lodigiano, lungo la statale 234 in prossimità di Maleo, a Codogno in viale dei Mulini, nella parte bassa di Camairago al Santuario della Madonna della Fontana e lungo la ciclabile che collega a Cavacurta, in via Lucchini a Corno Giovine e in via dei Caduti a Retegno, lungo la statale 591 a Castiglione. Con i vigili del fuoco a fare la spola da un capo all’altro della Bassa, prima uscita dei mezzi alle 20.18 e ultima all’alba delle 5.48. A Casalpusterlengo persino una recinzione in muratura lungo la provinciale 27 non ha retto alla sventagliata di pioggia e vento, richiedendo la messa in sicurezza dei pompieri. Ieri mattina a fare il resto hanno pensato gli uomini della Provincia alle prese con lo sgombero di ramaglia dalle strade, i sindaci dei singoli comuni, i privati cittadini. Anche loro, scopa in mano, a spazzare il fogliame davanti casa. Fonte: Il Cittadino
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