Prima le luci nelle case hanno cominciato a saltare, poi un rumore sordo
proveniente da fuori ha dato l’annuncio dell’incendio. È stato un
fulmine che si è abbattuto sulla centralina elettrica della rimessa a
far divampare le fiamme, mercoledì notte, nel caseggiato della vecchia
cascina in fondo a via Costa a Castelnuovo Bocca d’Adda. Nella
nottataccia di bufera che ha funestato il Basso Lodigiano non solo acqua
ma anche fuoco, con i pompieri del comando di Lodi e dei distaccamenti
di Casalpusterlengo e Sant’Angelo impegnati su un doppio fronte, da una
parte a liberare scantinati e garage dall’onda d’acqua rigurgitata dalle
fogne, e dall’altra a domare gli incendi di un rustico a Castelnuovo e
di un’automobile a Ospedaletto. Dei due il più importante è stato
senz’altro quello che ha investito la vecchia officina del cascinale,
una manciata di case per lo più abbandonate dove vive sola una vedova di
91 anni e da qualche tempo un giovane egiziano e una coppia di indiani.
Sono stati loro ad avvertire il fragore e capire che qualcosa stava
andando storto: «Sono uscito in cortile e ho visto le fiamme che erano
già arrivate al tetto - ha raccontato l’egiziano - così ho chiamato
subito i vigili». A pochi metri dalla cascina è situata una cabina di
derivazione dell’Enel e stando ai residenti sarebbe scaturito da lì il
problema all’illuminazione nelle abitazioni. All’origine dell’incendio
ci sarebbe invece un fulmine che ha folgorato la centralina dell’ex
officina. Chiusa da anni, veniva impiegata per montare serramenti e di
quell’attività erano rimasti all’interno attrezzi da lavoro, latte, e
una marea di altro materiale accumulato nel tempo. Come in un comune
garage o cantina del resto. Divorata dalle fiamme, quella roba ha
sprigionato fumo e cattivo odore, fino a che i pompieri di Casale non
sono riusciti a spegnerle. Per farlo ci sono volute un paio d’ore. «Non
mi sono accorta di niente perché stavo dormendo - ha raccontato la
91enne - ho saputo cos’era successo questa mattina (ieri per chi legge,
ndr)». Verificato che la situazione era sotto controllo, i vigili hanno
preferito non allarmarla. Sono rimasti alzati assieme ai vigili, invece,
i proprietari degli scantinati allagati in via Paolo IV, via
Indipendenza, via Kennedy e via Dalla Chiesa a Guardamiglio, dove
l’acqua ha invaso anche il sottopasso di via Roma. Idem in via Giovanni
Falcone e via Dante a San Rocco al Porto, mentre in via Borsellino i
pompieri hanno provveduto a recuperare un albero abbattuto. La furia del
vento che ha accompagnato il temporale, ha fatto cadere infatti rami e
in alcuni casi interi alberi: alla frazione Casoni di Borghetto
Lodigiano, lungo la statale 234 in prossimità di Maleo, a Codogno in
viale dei Mulini, nella parte bassa di Camairago al Santuario della
Madonna della Fontana e lungo la ciclabile che collega a Cavacurta, in
via Lucchini a Corno Giovine e in via dei Caduti a Retegno, lungo la
statale 591 a Castiglione. Con i vigili del fuoco a fare la spola da un
capo all’altro della Bassa, prima uscita dei mezzi alle 20.18 e ultima
all’alba delle 5.48. A Casalpusterlengo persino una recinzione in
muratura lungo la provinciale 27 non ha retto alla sventagliata di
pioggia e vento, richiedendo la messa in sicurezza dei pompieri. Ieri
mattina a fare il resto hanno pensato gli uomini della Provincia alle
prese con lo sgombero di ramaglia dalle strade, i sindaci dei singoli
comuni, i privati cittadini. Anche loro, scopa in mano, a spazzare il
fogliame davanti casa. Fonte: Il Cittadino
