Allarme Unicef 2,4 milioni di bambini malnutriti nel Corno d'Africa
ROMA - Una micidiale combinazione di denutrizione e morbillo sta falcidiando i bambini nei campi profughi in Etiopia, che ospitano la gente in fuga dalla carestia e la fame che affliggono il Corno d'Africa, soprattutto la Somalia, con una media di 10 bambini con meno di cinque anni che muoiono ogni giorno: lo denuncia l'Alto commissariato dell' Onu per i rifugiati (Unhcr), che parla di "livelli di mortalità allarmanti" nei campi gestiti, e che ha lanciato quindi una campagna di vaccini. Adrian Edwards, portavoce dell'Unhcr, citato dalla Bbc, dice che il morbillo è il principale sospettato per la morte di 11 bambini nel campo di Kobe, che ospita 25.000 persone e che fa parte del complesso di campi profughi di Dollo-Ado, che in totale dà rifugio a 121.000 profughi, con 200-250 nuovi arrivi ogni giorno. "La combinazione di malattia e malnutrizione è stata all'origine di tassi di mortalità simili durante precedenti crisi alimentari", ha detto il portavoce. I bambini fra i sei mesi e i 15 anni ospiti dei campi, ha detto infine Edwards, vengono ora vaccinati contro il morbillo.
ALLARME UNICEF 2,4 MILIONI DI BAMBINI MALNUTRITI - Sono 12,4 milioni le persone che hanno immediato bisogno di aiuto umanitario nel Corno d'Africa e causa della grave siccità. Di questi 2,34 sono bambini malnutriti, 600.000 in modo grave. Lo rende noto l'Unicef, che sin dall'inizio ha fissato fra i primi e più urgenti obiettivi il raggiungimento di tutti i più piccoli con la campagna di vaccinazione. Nei campi profughi di Dadaab la campagna di vaccinazione (antipolio, anti morbillo, somministrazione di vitamina A e di vermifughi) è stata completata il 5 agosto, raggiungendo oltre 70.000 bambini, il 95% di quelli registrati nei campi. Inoltre, sempre in tema di diritto alla salute, oltre 130.000 persone hanno beneficiato di aiuti sanitari di emergenza fatti pervenire dall'Unicef a ospedali e ambulatori. Sono in corso anche campagne di vaccinazione integrate e l'organizzazione sta avviando il ripristino delle fonti idriche, oltre a interventi idrici e sanitari nelle aree di insediamento di profughi e sfollati. Per rispondere al rischio colera, infine, l'Unicef ha inviato in varie aree della Somalia, e soprattutto a Mogadiscio, scorte di medicinali e materiali sanitari anti-colera, mentre nei campi profughi in Etiopia - dove si sono registrati vari casi di morbillo - ha avviato, d'intesa con le autorità locali, campagne di vaccinazione ad hoc. L'Unicef ha lanciato un appello per raccogliere 315 milioni di dollari necessari agli aiuti nei primi sei mesi.
DOMANI VERTICE ALLA FAO SU CARESTIA SOMALIA - Rafforzare la risposta internazionale alla crisi alimentare che sta devastando il Corno d'Africa. E' questo l'obiettivo del vertice che si terrà domani a Roma nella sede della Fao per fare il punto sull'evolversi della carestia che ha colpito la Somalia e i Paesi limitrofi dell'Africa orientale. La riunione segue il vertice straordinario convocato, sempre alla Fao, lo scorso 25 luglio. In quell'occasione il vicepremier somalo Mohammed Ibrahim lanciò un appello al mondo affinché si mobilitasse per salvare la popolazione dalla fame. Alla riunione di domani i vertici della Fao, i rappresentanti di diverse agenzie delle Nazioni Unite e alcuni ministri africani, faranno il punto sulla situazione, sulle risposte fino ad ora messe in campo dalla comunità internazionale e sulle azioni ancora da intraprendere per dare assistenza alle 12 milioni di persone minacciate dalla più grave siccità mai verificatasi nel Corno d'Africa negli ultimi 60 anni. Al vertice parteciperanno, tra gli altri, il direttore generale della Fao Jacques Diouf, il ministro dell'Agricoltura somalo Abdullahi Agi Hassam Mohamed Nuur e i suoi omologhi di Kenya, Angola e Uganda. E saranno presenti anche rappresentanti dell'Unione Africana, dell'Ifad, del Programma Alimentare Mondiale e di una delle maggiori Ong planetarie, l'Oxfam.
PREMIER TURCO ERDOGAN, OCCIDENTE SI SVEGLI E SI MOBILITI - La crisi alimentare del Corno d'Africa è "un test non solo per i musulmani ma per tutta l'umanità. Spero che gli sforzi dell'Oci mobiliteranno le coscienze che dormono. Speriamo che l'Occidente, che sembra vantarsi del suo reddito procapite, mostri il suo supporto per la Somalia". Con queste parole il premier turco Tayyp Erdogan ha aperto la riunione straordinaria dell'Organizzazione per la cooperazione islamica (Oci) convocata oggi a Istanbul dalla Turchia per fare il punto sulla crisi alimentare che ha colpito la Somalia e i Paesi del Corno d'Africa. "Chi guida un auto di lusso dovrebbe essere abbastanza generoso nei confronti di chi lotta per la fame", ha evidenziato Erdogan rivolgendosi ai ministri degli Esteri dei 57 Paesi che formano l'Oci. "Che civiltà è questa?", ha incalzato il premier turco criticando l'arroganza dell'Occidente per aver ignorato la condizione della povertà. "Noi veniamo dalla comunità del Profeta, secondo il quale non puoi dormire in pace se il tuo vicino è affamato. La popolazione della Somalia ci sta guardando. Possiamo rivolgere il nostro sguardo da un'altra parte?", ha ancora sottolineato Erdogan annunciando che la Turchia vuole aprire sei ospedali in Somalia mentre sono già pronti 20 tonnellate di medicine e 10 di cibo per aiutare la popolazione. E nel frattempo sono stati raccolti, attraverso una sorta di Telethon organizzato da diverse organizzazioni turche, circa 104 milioni di euro da convertire in aiuti. Al vertice ha partecipato anche il presidente della Somalia, Sheikh Sharif Ahmed, che ha ringraziato la Turchia augurandosi che "i Paesi del mondo la considerino un esempio".Fonte: Ansa.it
ALLARME UNICEF 2,4 MILIONI DI BAMBINI MALNUTRITI - Sono 12,4 milioni le persone che hanno immediato bisogno di aiuto umanitario nel Corno d'Africa e causa della grave siccità. Di questi 2,34 sono bambini malnutriti, 600.000 in modo grave. Lo rende noto l'Unicef, che sin dall'inizio ha fissato fra i primi e più urgenti obiettivi il raggiungimento di tutti i più piccoli con la campagna di vaccinazione. Nei campi profughi di Dadaab la campagna di vaccinazione (antipolio, anti morbillo, somministrazione di vitamina A e di vermifughi) è stata completata il 5 agosto, raggiungendo oltre 70.000 bambini, il 95% di quelli registrati nei campi. Inoltre, sempre in tema di diritto alla salute, oltre 130.000 persone hanno beneficiato di aiuti sanitari di emergenza fatti pervenire dall'Unicef a ospedali e ambulatori. Sono in corso anche campagne di vaccinazione integrate e l'organizzazione sta avviando il ripristino delle fonti idriche, oltre a interventi idrici e sanitari nelle aree di insediamento di profughi e sfollati. Per rispondere al rischio colera, infine, l'Unicef ha inviato in varie aree della Somalia, e soprattutto a Mogadiscio, scorte di medicinali e materiali sanitari anti-colera, mentre nei campi profughi in Etiopia - dove si sono registrati vari casi di morbillo - ha avviato, d'intesa con le autorità locali, campagne di vaccinazione ad hoc. L'Unicef ha lanciato un appello per raccogliere 315 milioni di dollari necessari agli aiuti nei primi sei mesi.
DOMANI VERTICE ALLA FAO SU CARESTIA SOMALIA - Rafforzare la risposta internazionale alla crisi alimentare che sta devastando il Corno d'Africa. E' questo l'obiettivo del vertice che si terrà domani a Roma nella sede della Fao per fare il punto sull'evolversi della carestia che ha colpito la Somalia e i Paesi limitrofi dell'Africa orientale. La riunione segue il vertice straordinario convocato, sempre alla Fao, lo scorso 25 luglio. In quell'occasione il vicepremier somalo Mohammed Ibrahim lanciò un appello al mondo affinché si mobilitasse per salvare la popolazione dalla fame. Alla riunione di domani i vertici della Fao, i rappresentanti di diverse agenzie delle Nazioni Unite e alcuni ministri africani, faranno il punto sulla situazione, sulle risposte fino ad ora messe in campo dalla comunità internazionale e sulle azioni ancora da intraprendere per dare assistenza alle 12 milioni di persone minacciate dalla più grave siccità mai verificatasi nel Corno d'Africa negli ultimi 60 anni. Al vertice parteciperanno, tra gli altri, il direttore generale della Fao Jacques Diouf, il ministro dell'Agricoltura somalo Abdullahi Agi Hassam Mohamed Nuur e i suoi omologhi di Kenya, Angola e Uganda. E saranno presenti anche rappresentanti dell'Unione Africana, dell'Ifad, del Programma Alimentare Mondiale e di una delle maggiori Ong planetarie, l'Oxfam.
PREMIER TURCO ERDOGAN, OCCIDENTE SI SVEGLI E SI MOBILITI - La crisi alimentare del Corno d'Africa è "un test non solo per i musulmani ma per tutta l'umanità. Spero che gli sforzi dell'Oci mobiliteranno le coscienze che dormono. Speriamo che l'Occidente, che sembra vantarsi del suo reddito procapite, mostri il suo supporto per la Somalia". Con queste parole il premier turco Tayyp Erdogan ha aperto la riunione straordinaria dell'Organizzazione per la cooperazione islamica (Oci) convocata oggi a Istanbul dalla Turchia per fare il punto sulla crisi alimentare che ha colpito la Somalia e i Paesi del Corno d'Africa. "Chi guida un auto di lusso dovrebbe essere abbastanza generoso nei confronti di chi lotta per la fame", ha evidenziato Erdogan rivolgendosi ai ministri degli Esteri dei 57 Paesi che formano l'Oci. "Che civiltà è questa?", ha incalzato il premier turco criticando l'arroganza dell'Occidente per aver ignorato la condizione della povertà. "Noi veniamo dalla comunità del Profeta, secondo il quale non puoi dormire in pace se il tuo vicino è affamato. La popolazione della Somalia ci sta guardando. Possiamo rivolgere il nostro sguardo da un'altra parte?", ha ancora sottolineato Erdogan annunciando che la Turchia vuole aprire sei ospedali in Somalia mentre sono già pronti 20 tonnellate di medicine e 10 di cibo per aiutare la popolazione. E nel frattempo sono stati raccolti, attraverso una sorta di Telethon organizzato da diverse organizzazioni turche, circa 104 milioni di euro da convertire in aiuti. Al vertice ha partecipato anche il presidente della Somalia, Sheikh Sharif Ahmed, che ha ringraziato la Turchia augurandosi che "i Paesi del mondo la considerino un esempio".Fonte: Ansa.it
