Il fiume Olona (nella foto) - Il territorio di Pero, vicino alla città di Milano, ricco di acque, attraversato dal fiume Olona e dalla via Sempione: i destini di questo piccolo comune stanno tutti qui, all'interno di queste caratteristiche che segnano le sue risorse e i suoi problemi. Dai tempi in cui il territorio era possedimento del Conte di Trenno e del Monastero Maggiore, fino ai giorni nostri, il territorio di Pero fornisce alla città di Milano ciò di cui i suoi cittadini hanno bisogno: i prodotti dei boschi e della campagna, i mattoni delle fornaci nei tempi più antichi; le autostrade, il petrolio della raffineria e i prodotti delle industrie nella seconda metà del novecento; le possibilità di commercio e nuovo sviluppo negli anni duemila. Da questa vicinanza Pero ricava benefici e problemi, infatti ha accesso a tutti i servizi offerti dalla grande città (scuole, università, ospedali, luoghi per il lavoro, il commercio, la cultura e il tempo libero), e nello stesso tempo risente della pressione di Milano per l'insediamento di attività non proprio pregiate, quali gli impianti per lo smaltimento di rifiuti, la depurazione delle acque, la pulizia di treni, lo smistamento di persone e merci, ecc. Il fiume, i fontanili e le risorgive di cui era ricco il territorio di Pero, furono determinanti per l'agricoltura prima e per l'industrializzazione poi, entrambe bisognose d'acqua. Il fiume Olona, risorsa per l'agricoltura, fonte di energia per i mulini delle prime industrie, fattore insostituibile per la prima industrializzazione della valle. Nello stesso tempo, proprio a causa dell'industrializzazione e dell'urbanizzazione della sua valle che hanno utilizzato le sue acque per scaricarvi i reflui civili e industriali distruggendone così l'ecosistema naturale, è stato ridotto a uno dei fiumi più inquinati d'Italia. Tra il 1950 e il 1970 Pero diventa città industriale e luogo di immigrazione: Nel 1911 Pero aveva 2.348 abitanti, 2.643 nel 1951: nessun mutamento in 40 anni. Nel 1961 registra 6.595 abitanti: in 10 anni la popolazione cresce più del doppio, aumenta quasi del 250%; nel 1971 gli abitanti sono 10.030, quasi cinque volte quelli di venti anni prima. Nei primi anni '50 è stata costruita la raffineria per provvedere al fabbisogno di petrolio della città di Milano, e a poco a poco nel territorio di Pero si sono trasferite le industrie che non trovavano più possibilità di espandersi a Milano. In concomitanza con l'offerta di lavoro, a Pero sono giunti immigrati da tutta Italia: sono state costruite case, strade, scuole, rispondendo al bisogno di insediamento degli immigrati e al bisogno di manodopera delle industrie. In venti anni è stata urbanizzata una grande parte del suo territorio. Non è stata prestata attenzione all'ambiente: l'aria, l'acqua dell'Olona e della falda, il sottosuolo e il suolo sono stati inquinati senza pietà. Ognuno che sia passato da Pero in quegli anni, ricorda la puzza: un odore acre, pungente, che impregnava tutto. L'odore della raffineria, delle fonderie, della produzione dei pesticidi, delle nuvole di vapore oleoso emanato dal raffreddamento dei prodotti delle industrie metalmeccaniche. Eppure, in questo ambiente così poco gradevole, le persone sono arrivate, si sono fermate, si sono incontrate, hanno dato vita a una nuova comunità. E questa comunità è la ricchezza maggiore che Pero ha oggi: in un mondo sempre più globalizzato e atomizzato, senza punti di riferimento certi e duraturi, con una grande difficoltà a individuare i valori che diano senso alla vita di ciascuno, la presenza di persone conosciute, amiche, disposte a dare un aiuto e a prendersi cura degli altri, dà sicurezza agli adulti e indica prospettive ai più giovani. E' questo il patrimonio che abbiamo il compito di salvaguardare, di fronte alle nuove trasformazioni che sono alle porte.
