Rottami abbandonati, catorci con finestrini rotti che creano degrado nei
parcheggi: l’anno in corso si sta concludendo con undici procedure
avviate dai vigili di San Donato per evitare che i vecchi veicoli
diventino un rifiuto inquinante e pure scomodo sul fronte del decoro.
Due proprietari stranieri rischiano anche sanzioni di 1600 euro per
essere tornati nel Paese di origine, avendo risolto in modo troppo
facile il problema delle auto che non servivano più.
Anche il Sudmilano
ha del resto registrato un’antologia di casi, dove posteggi come quello
di via Adenauer, e di largo Impastato, sono stati presi di mira da
cittadini, ma a volte anche da automobilisti di passaggio, soprattutto
abitanti della vicina metropoli, che hanno scelto San Donato per
sbarazzarsi della loro datata quattro ruote. Dopodiché i vandali hanno
concluso l’opera. Basti pensare che nel 2007 i casi sono stati 37, nel
2008 sono scesi a 29, per poi registrare un’impennata di 40 procedure
nel 2009, a cui è seguito un calo nel 2010, confermato nell’anno in
corso. Talvolta sono stati gli stessi cittadini a segnalare soste
prolungate nel tempo, che hanno acceso interrogativi. Come è avvenuto
nelle scorse settimane, in cui alcuni residenti hanno fatto presente che
tra le vetture dimenticate c’è anche una bella auto d’epoca, che da
alcuni tempestivi controlli è poi risultata appartenere ad un signore
che l’ha acquistata e, in attesa di rimetterla a nuovo, l’ha posteggiata
in un tratto di città, dove non è certo passata inosservata. Del resto
in passato in via Parri sono state condotte vere e proprie battaglie da
parte di sandonatesi che mal tolleravano la presenza di rottami,
pertanto hanno sollecitato a gran voce il ripristino di una situazione
di ordine. Ma emerge che l’iter per lo smaltimento non è propriamente
celere. «Noi innanzitutto controlliamo lo stato del veicolo - spiega il
commissario aggiunto della polizia locale Massimo Iussa - dopodiché, nei
casi di soste prolungate di mesi, l’iter inizia proprio
dall’individuazione del proprietario, a cui viene lasciato tempo 60
giorni per rimuovere il veicolo che le intemperie e i teppisti in molti
casi hanno già messo fuori uso. Talvolta i proprietari fanno il loro
dovere e il caso si chiude. Ma dal momento che circa un terzo di questi
sono stranieri che non risiedono più in Italia, i tempi si allungano».
In assenza di risposta si aprono una serie di valutazioni, onde evitare
magari il rischio che un sandonatese che ad esempio lavora all’estero,
parcheggi la sua auto e, dopo sei mesi di trasferta, nel corso dei quali
sono magari spariti i pneumatici, viene a sapere che il suo mezzo è
stato rottamato. Anche in mancanza di riscontri alla raccomandata del
municipio, vengono dunque condotte una serie di verifiche, dopodiché
parte la procedura per la rimozione, i cui costi sono a carico del
Comune, con tanto di pesante sanzione sul portafoglio dei soggetti che
si sono completamente disinteressati dell’impattante rifiuto. La multa
non porta nemmeno un’entrata al Comune, in quanto l’incasso va alla
Provincia.Fonte: Il Cittadino
