La battaglia dei cittadini di Sesto Ulteriano contro l’impianto rifiuti
della società Druck Chemie previsto in via Sele è stata promossa a pieni
voti dal consiglio provinciale. La mozione presentata dal consigliere
Massimo Gatti (“Un’altra Provincia - Prc - Pdci), a cui se ne è aggiunta
un’altra indirizzata sempre verso lo stesso obiettivo, presentata dal
capogruppo del Pdl, Massimo Turci, è stata approvata all’unanimità.
La
politica si è così schierata dalla parte dei sangiulianesi della zona,
rappresentanti dal comitato “Ambiente e salute”, che con 2500 firme
hanno chiesto di respingere l’autorizzazione contro il temuto impianto
di scarti anche pericolosi previsto in un territorio che già ospita
un’alta concentrazione di strutture similari. Gatti, annunciando il
risultato bipartisan, in una nota diramata ieri ribadisce che nella
parte di San Giuliano in questione «sono già presenti 14 aziende per il
trattamento di rifiuti, di cui ben 8 che si occupano di stoccaggio e
trattamento di rifiuti pericolosi, tossici e speciali. Nella sola
frazione di Sesto Ulteriano sono già presenti 4 aziende che trattano
50mila tonnellate/anno di rifiuti pericolosi, a cui si sommerebbero
15mila tonnellate/anno del nuovo impianto». E il portabandiera del Pdl a
palazzo Isimbardi, Massimo Turci, nel suo documento ha anche fatto
notare: «La caratterizzazione ambientale della zona individuata già
contempla nel raggio di 1500 metri la presenza di cinque gradi di punti
di vendita, un impianto di trattamento di rifiuti pericolosi, un
depuratore che anch’esso tratta rifiuti pericolosi, due aziende titolari
di Aia (Autorizzazione integrata ambientale), nonché due aziende a
rischio incidente rilevante». Per questi motivi la politica di palazzo
Isimbardi, come è già avvenuto nel consiglio comunale a San Giuliano,
riguardo il temuto impianto, si è schierata al completo dalla parte dei
cittadini. A questo punto il capogruppo di minoranza Gatti di fronte ad
un chiaro indirizzo che è arrivato dall’aula chiede all’esecutivo di
Podestà dei riscontri concreti, in tempi celeri. «Ora è necessario non
abbassare la guardia - conclude - e continuare la mobilitazione dal
basso per garantire che gli impegni assunti da tutto il consiglio
provinciale, diventino atti amministrativi concreti per impedire questo
orribile scempio ai danni della salute pubblica e dell’ambiente. Il
presidente Podestà e l’assessore all’ambiente Stancari, con
un’assunzione di responsabilità esplicita, devono dare parere negativo
all’iter autorizzativo e convocare immediatamente la conferenza di
servizi per l’adozione di tutti i provvedimenti necessari». A San
Giuliano c’è adesso un’intera frazione che attende con più fiducia
ulteriori sviluppi.Fonte: Il Cittadino
