Circa quindici bambini salvati ogni anno dall’aborto. E oltre 350 donne
aiutate ad accudire i loro piccoli, con offerta di latte, biscotti,
pannolini e alimenti. Da anni il Centro aiuto alla vita di San Donato
offre soccorso alle mamme in difficoltà. «Gli strumenti - spiega la
presidente Rita Paletta Sgubini - sono, da due anni, i meravigliosi
progetti Nasko ideati dalla Regione. Il governatore Roberto Formigoni
aveva detto che nessuna donna avrebbe dovuto abortire per motivi
economici. Ha riconosciuto al Cav la capacità di aiutare le mamme.
Noi
lo facevamo, ma con i progetti Gemma sostenuti da Federvita con un
assegno da 160 euro al mese per 18 mesi. Nasko, invece, prevede 250 euro
per 18 mesi. Abortire è sempre una sofferenza, nessuno vuole uccidere
una persona. L’importante è superare le difficoltà insieme perché tutte
queste donne sono sole: se c’è un compagno, dopo il parto scappa, se
hanno un lavoro vengono lasciate a casa. I 250 euro non risolvono la
vita, ma noi non ci limitiamo a quello. Qui, al Cav, trovano delle
persone che stanno comunque dalla loro parte, qualsiasi sia la loro
decisione. La cosa fondamentale è la rete di affetti che si crea intorno
alle donne, noi siamo solo una goccia nell’oceano. Dopo i primi mesi di
vita del bambino continuiamo ad aiutare la mamma con alimenti,
pannolini e vestiti. Gestiamo anche un micronido per le mamme che hanno
perso il lavoro. Teniamo i bambini per 2 mesi per dare alle donne la
possibilità di cercarsi una nuova occupazione. Fino a due anni fa c’era
una convenzione con il Comune di San Donato, il quale ci dava un
contributo di 8mila euro per l’affitto dei locali, al quale noi ne
aggiungevamo 2mila per le spese accessorie. Adesso il Comune non ci dà
più i soldi e le offerte della gente sono calate del 15 per cento: la
situazione è grigia per tutti. Nel 2008, le entrate erano state di
76mila euro e di 38mila le uscite. Poi il saldo è stato sempre in
negativo: nel 2009, le entrate sono state 40mila e 57mila le uscite, nel
2010, rispettivamente 71 e 73mila e quest’anno circa 130mila le spese e
110mila le entrate. Le mamme sono aumentate del 20 per cento, per cui
abbiamo dovuto intaccare gli avanzi e i costi di latte e pannolini sono
cresciuti». L’associazione però ha più di 60 volontari che lavorano a
titolo completamente gratuito, persino la segretaria e i 3 avvocati per
la consulenza legale. «Ogni anno - aggiunge la presidente - aiutiamo
circa 350 donne, senza contare quelle che si rivolgono occasionalmente
al nostro sportello». Per fare un versamento al Cav, che ha sede in via
Greppi 5 (tel. 02/5276008), è possibile rivolgersi presso la Banca
Intesa di San Donato (Iban: IT12G0306933711100000001793) o utilizzare il
bollettino postale (numero 56579204). Le donazioni sono detraibili
fiscalmente.Fonte: Il Cittadino
