venerdì 30 dicembre 2011

San Donato, mano tesa a 350 donne

Circa quindici bambini salvati ogni anno dall’aborto. E oltre 350 donne aiutate ad accudire i loro piccoli, con offerta di latte, biscotti, pannolini e alimenti. Da anni il Centro aiuto alla vita di San Donato offre soccorso alle mamme in difficoltà. «Gli strumenti - spiega la presidente Rita Paletta Sgubini - sono, da due anni, i meravigliosi progetti Nasko ideati dalla Regione. Il governatore Roberto Formigoni aveva detto che nessuna donna avrebbe dovuto abortire per motivi economici. Ha riconosciuto al Cav la capacità di aiutare le mamme.

Noi lo facevamo, ma con i progetti Gemma sostenuti da Federvita con un assegno da 160 euro al mese per 18 mesi. Nasko, invece, prevede 250 euro per 18 mesi. Abortire è sempre una sofferenza, nessuno vuole uccidere una persona. L’importante è superare le difficoltà insieme perché tutte queste donne sono sole: se c’è un compagno, dopo il parto scappa, se hanno un lavoro vengono lasciate a casa. I 250 euro non risolvono la vita, ma noi non ci limitiamo a quello. Qui, al Cav, trovano delle persone che stanno comunque dalla loro parte, qualsiasi sia la loro decisione. La cosa fondamentale è la rete di affetti che si crea intorno alle donne, noi siamo solo una goccia nell’oceano. Dopo i primi mesi di vita del bambino continuiamo ad aiutare la mamma con alimenti, pannolini e vestiti. Gestiamo anche un micronido per le mamme che hanno perso il lavoro. Teniamo i bambini per 2 mesi per dare alle donne la possibilità di cercarsi una nuova occupazione. Fino a due anni fa c’era una convenzione con il Comune di San Donato, il quale ci dava un contributo di 8mila euro per l’affitto dei locali, al quale noi ne aggiungevamo 2mila per le spese accessorie. Adesso il Comune non ci dà più i soldi e le offerte della gente sono calate del 15 per cento: la situazione è grigia per tutti. Nel 2008, le entrate erano state di 76mila euro e di 38mila le uscite. Poi il saldo è stato sempre in negativo: nel 2009, le entrate sono state 40mila e 57mila le uscite, nel 2010, rispettivamente 71 e 73mila e quest’anno circa 130mila le spese e 110mila le entrate. Le mamme sono aumentate del 20 per cento, per cui abbiamo dovuto intaccare gli avanzi e i costi di latte e pannolini sono cresciuti». L’associazione però ha più di 60 volontari che lavorano a titolo completamente gratuito, persino la segretaria e i 3 avvocati per la consulenza legale. «Ogni anno - aggiunge la presidente - aiutiamo circa 350 donne, senza contare quelle che si rivolgono occasionalmente al nostro sportello». Per fare un versamento al Cav, che ha sede in via Greppi 5 (tel. 02/5276008), è possibile rivolgersi presso la Banca Intesa di San Donato (Iban: IT12G0306933711100000001793) o utilizzare il bollettino postale (numero 56579204). Le donazioni sono detraibili fiscalmente.Fonte: Il Cittadino
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