Centosettantadue utenze invisibili. In parole povere, famiglie che non
pagano o non hanno mai pagato la tassa sui rifiuti (più precisamente la
tariffa di igiene ambientale) da quando risiedono a Paullo.
La società Astem, che gestisce il servizio per il Comune, ha stanato i furbetti e recapitato a domicilio le fatturazioni; in alcuni casi si tratta di bollette anche molto pesanti, superiori a 500 euro, perché le morosità risalgono a volte al 2007 con la richiesta degli arretrati, del saldo 2011 e dell’acconto del primo semestre 2012. «Prima dell’emissione delle fatture - comunica Astem - sono state effettuate appropriate verifiche con l’obiettivo di individuare eventuali errori e la presenza di utenze che negli anni non hanno mai presentato regolare denuncia delle metrature dell’immobile in cui vivono, usufruendo del servizio di raccolta rifiuti senza mai versare il relativo contributo. Il tutto a differenza e a danno della maggior parte dei cittadini di Paullo.La verifica rigorosa, ma dovuta ha permesso di individuare 172 utenti che non hanno mai pagato: è stato applicato loro l’articolo 8 del regolamento comunale per la tariffa di igiene ambientale, che prevede, in assenza di informazioni relative alla metratura dell’immobile, che la stessa metratura venga convenzionalmente fissata in 100 metri quadrati e venga calcolata su questa base».È naturalmente modificabile e quindi assoggettabile a conguaglio (che sarà inserito nella prossima fatturazione, quella di ottobre) se l’utente presenterà la denuncia della reale superficie dell’immobile.Delle 172 utenze esaminate, solo 12 hanno ricevuto una fattura da annullare: autonomamente Comune e Astem hanno già provveduto ad avvisare le persone interessate invitandole a non procedere ad alcun pagamento. In tutti i 12 casi Comune e Astem hanno fatturato a persone che hanno stati di famiglia distinti ma che in realtà vivono insieme a utenze che già vengono regolarmente fatturate. In quattro circostanza sono relativi a parenti o conviventi, mentre otto riguardano badanti che le famiglie per cui prestano servizio hanno già provveduto a inserire nel proprio nucleo familiare.Non ci sono dunque “fatture gonfiate” e “conti raddoppiati”, secondo il Comune di Paullo e Astem Gestioni, ma «utenze che fino a ieri erano invisibili e che ad oggi non hanno mai pagato, pur dovendo, la tariffa di igiene ambientale». In alcuni casi con mancati pagamenti che risalgono al 2007, anche se nella maggior parte delle situazioni sono relativi invece al 2010. Alle famiglie è comunque riconosciuta la possibilità, o meglio il dovere, di denunciare la loro posizione e quindi anche la reale superficie dell’immobile assoggettato a tariffa al fine di rendere corretto ed equo il calcolo del contributo.Fonte: Il Cittadino
La società Astem, che gestisce il servizio per il Comune, ha stanato i furbetti e recapitato a domicilio le fatturazioni; in alcuni casi si tratta di bollette anche molto pesanti, superiori a 500 euro, perché le morosità risalgono a volte al 2007 con la richiesta degli arretrati, del saldo 2011 e dell’acconto del primo semestre 2012. «Prima dell’emissione delle fatture - comunica Astem - sono state effettuate appropriate verifiche con l’obiettivo di individuare eventuali errori e la presenza di utenze che negli anni non hanno mai presentato regolare denuncia delle metrature dell’immobile in cui vivono, usufruendo del servizio di raccolta rifiuti senza mai versare il relativo contributo. Il tutto a differenza e a danno della maggior parte dei cittadini di Paullo.La verifica rigorosa, ma dovuta ha permesso di individuare 172 utenti che non hanno mai pagato: è stato applicato loro l’articolo 8 del regolamento comunale per la tariffa di igiene ambientale, che prevede, in assenza di informazioni relative alla metratura dell’immobile, che la stessa metratura venga convenzionalmente fissata in 100 metri quadrati e venga calcolata su questa base».È naturalmente modificabile e quindi assoggettabile a conguaglio (che sarà inserito nella prossima fatturazione, quella di ottobre) se l’utente presenterà la denuncia della reale superficie dell’immobile.Delle 172 utenze esaminate, solo 12 hanno ricevuto una fattura da annullare: autonomamente Comune e Astem hanno già provveduto ad avvisare le persone interessate invitandole a non procedere ad alcun pagamento. In tutti i 12 casi Comune e Astem hanno fatturato a persone che hanno stati di famiglia distinti ma che in realtà vivono insieme a utenze che già vengono regolarmente fatturate. In quattro circostanza sono relativi a parenti o conviventi, mentre otto riguardano badanti che le famiglie per cui prestano servizio hanno già provveduto a inserire nel proprio nucleo familiare.Non ci sono dunque “fatture gonfiate” e “conti raddoppiati”, secondo il Comune di Paullo e Astem Gestioni, ma «utenze che fino a ieri erano invisibili e che ad oggi non hanno mai pagato, pur dovendo, la tariffa di igiene ambientale». In alcuni casi con mancati pagamenti che risalgono al 2007, anche se nella maggior parte delle situazioni sono relativi invece al 2010. Alle famiglie è comunque riconosciuta la possibilità, o meglio il dovere, di denunciare la loro posizione e quindi anche la reale superficie dell’immobile assoggettato a tariffa al fine di rendere corretto ed equo il calcolo del contributo.Fonte: Il Cittadino

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