L’esecutivo di Andrea Checchi dà il via al Patto sicurezza. In base ad
una delibera approvata nei giorni scorsi sei telecamere ad alta
definizione, in grado di filmare le targhe dei mezzi, si accenderanno in
prossimità di alcuni varchi di accesso al centro. In particolare i
dispositivi, finanziati da Eni in base ad un accordo con il Comune,
verranno installati seguendo la seguente mappa: via Emilia (in
prossimità del supermercato Billa), Piazza Supercortemaggiore
all’incrocio con la via Emilia, via Fabiani, via Fermi in prossimità del
centro sanitario, via XXV Aprile, stazione ferroviaria. «Questo primo
passo, che si pone l’obiettivo in futuro di stringere ulteriori sinergie
con le realtà produttive del territorio - spiega l’assessore alla
sicurezza Andrea Battocchio -, si concretizzerà con un investimento
effettuato da Eni in una nuova tecnologia che verrà messa a disposizione
di vigili e forze dell’ordine attraverso un piano che potenzierà gli
strumenti per il controllo del territorio».Entrando negli aspetti
tecnici del provvedimento, l’assessore prosegue: «Esiste già un
programma informatico che consente di individuare in tempo reale le
targhe dei mezzi rubati: sarebbe solo necessario che le forze
dell’ordine al momento di ciascuna denuncia per furto, caricassero i
relativi dati, dopodiché il sistema di videocontrollo le individuerebbe,
accelerando fortemente le indagini attraverso un monitoraggio
ininterrotto». I dispositivi installati negli anni scorsi dalla giunta
Dompè, che sono entrati in funzione dopo una serie di traversie e
ritardi, non hanno una definizione sufficiente per rendere visibili nei
filmati i numeri di targa; pertanto rappresentano un aiuto per altri
tipi di controlli, ma in base a quanto emerge dalle verifiche condotte
dagli addetti ai lavori il risultato rimane incompleto. Per questo è
maturata la decisione, anche in virtù di un’esigenza sentita da Eni di
tutelare il proprio personale, di potenziare ulteriormente la tecnologia
dedicata alla sicurezza. Dopo questa prima tappa, viene manifestata
l’intenzione di coinvolgere ulteriormente il mondo del terziario
sandonatese. «Ad esempio - conclude Battocchio -, vorrei portare avanti
un confronto con le imprese che si avvalgono del servizio di guardiania
privata, al fine di mettere in rete le risorse in campo a beneficio
anche delle aree pubbliche circostanti, quale potenziamento del
presidio».La prima alleanza tra pubblico e privato è avvenuta con Eni,
l’azienda più importante di San Donato: in base a questo non è da
escludere che in futuro si possano creare sinergie con altri grossi
marchi della città per cercare di rafforzare i dispositivi di sicurezza
nell’interesse delle aziende stesse, ma soprattutto dell’intera città.Fonte: Il Cittadino

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