venerdì 11 gennaio 2013

Caselle Landi - Animali uccisi da esche velenose, la Provincia vuole vederci chiaro

«È ora che chi uccide in modo barbaro e criminoso gli animali si senta braccato su tutti i fronti». Da palazzo San Cristoforo, il garante dei diritti degli animali Emanuele Arensi è intervenuto con durezza in merito ai casi di avvelenamento di cani e gatti che si sono verificati a Caselle Landi nei giorni scorsi. Nella piccola località della Bassa infatti è ancora “giallo” sui misteriosi avvelenamenti che da sabato sono costati la vita a quattro felini e tre cani, mentre altri due amici a quattro zampe sono stati salvati in extremis dai rispettivi padroni. Anche ieri le Guardie volontarie del servizio di vigilanza della Provincia di Lodi hanno setacciato le campagne di Caselle Landi, accompagnati dalla giovane Laura Covelli, che per prima ha denunciato i misteriosi avvelenamenti, non rari in realtà nel paese della Bassa: nel 2008 il cane della Covelli morì nelle stesse circostanze delle vittime di questi ultimi giorni. «Le guardie sono state molto disponibili - ha spiegato Laura - e subito si sono attivate sul territorio, una volta ricevuta la comunicazione, ma in questi primi sopralluoghi fra le zone più battute dai cani delle nostre cascine, non sono stati rinvenuti bocconi velenosi». «Torneranno per nuovi controlli - ha continuato la Covelli - e faranno anche degli appostamenti». «Il grave episodio di avvelenamento di animali nel territorio di Caselle Landi, unitamente agli altri citati dalla stampa, sono segno di inciviltà - ha dichiarato il garante Arensi - poiché chi distribuisce sostanze nocive arreca un danno in senso assoluto all’ambiente per la diffusione in terreno e acqua e provoca la morte di fauna selvatica e animali domestici, ma mette a rischio anche l’incolumità delle persone».«L’ordinanza ministeriale sul divieto di utilizzo di esche velenose, rinnovata il 10 febbraio 2012, prevede che, a seguito di diagnosi di sospetto avvelenamento, il sindaco disponga l’apertura di un’indagine in collaborazione con le autorità competenti - ha precisato Arensi - ed entro 48 ore individui le modalità di bonifica dell’area: è significativa la pronta risposta della Provincia nel coadiuvare le indagini e spero che l’apposito tavolo attivato presso le prefetture dalla predetta ordinanza possa contribuire a far luce sui troppi episodi di avvelenamento che so essere purtroppo molto più diffusi nel territorio di quanto si possa pensare».Chi incivilmente ha abbandonato esche velenose rischia sanzioni pesantissime.Fonte: Il Cittadino

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