Maxi investimento da circa 19 milioni di euro per realizzare una
centrale idroelettrica a Castelnuovo Bocca d’Adda. Il progetto
attualmente fermo in Provincia di Lodi e che ha messo in allarme il
territorio cremonese è stato presentato nel gennaio 2010 dalla Vis srl,
che fa capo ad Antonio Biancardi di Maccastorna e ai suoi figli.
L’investimento prevede la costruzione di una centrale della potenza di
20mila megawatt da realizzarsi al confine fra Castelnuovo e Maccastorna,
ancora entro i confini del Parco Adda Sud. In buona parte sugli stessi
terreni di proprietà di Biancardi, noto imprenditore agricolo del Basso
Lodigiano e patron della nota azienda di pomodori Solana di Maccastorna.
«C’è sempre più bisogno di energia pulita e che costa meno - ha
spiegato Biancardi - e l’energia idroelettrica ha entrambe queste
caratteristiche». «Con l’energia prodotta da questa centrale, in
particolare, vogliamo alimentare la cabina di Solana - ha spiegato
Biancardi - vendendo il resto». Sui timori che in queste settimane hanno
messo in allarme il Comune di Crotta e la Provincia di Cremona e in
modo particolare gli agricoltori della zona, Biancardi ha assicurato:
«Non c’è da temere: si tratta di un progetto innovativo,
all’avanguardia, che prevede la realizzazione di una centrale non più
grande di un impianto di biogas come quelli del territorio, e di una
struttura in buona parte interrata e caratterizzata da lamiere
particolari (contraddistinta da parti gonfiabili) che si alzano e si
abbassano a seconda della portata delle acque». Dunque barriere pronte
ad essere abbassate in caso di piena e alzate in case di poca acqua,
evitando tanto gli allagamenti quanto la siccità dei campi. Tuttavia a
Crotta d’Adda (che aveva richiesto la sospensiva per accedere agli atti)
venerdì scorso si è tenuto anche un incontro con gli agricoltori della
zona, interessati a eventuali ripercussioni dell’impianto sull’area.
Timori condivisi dalla Provincia di Cremona (che aveva richiesto la
sospensiva in attesa di una valutazione di incidenza ambientale) e
sposati anche dalla Coldiretti cremonese, rispetto alla modifica del
livello del fiume che la centrale potrebbe generare con ripercussioni
per i terreni agricoli circostanti. «Capisco bene le preoccupazioni che
possono esserci rispetto a un progetto di questo tipo - ha spiegato
Biancardi -, per cui mi sono reso disponibile per un incontro in cui si
ritrovino i rappresentanti dei Comuni e i tecnici che si sono occupati
del progetto, per approfondire i dettagli». Un progetto per cui la
Provincia di Lodi è chiamata a fornire di fatto due autorizzazioni:
innanzitutto quella sulla concessione dell’utilizzo delle acque e in
seconda battuta quella per la costruzione della centrale. Attualmente
palazzo San Cristoforo si sta esaminando la valutazione di incidenza
ambientale richiesta e fornita dai promotori del progetto insieme a
tutti gli altri dati necessari. L’iter riprenderà con la convocazione
della prossima conferenza dei servizi.Fonte: Il Cittadino

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