Ventidue chilometri quadrati, in larga parte ricompresi all’interno dei
confini del parco agricolo Sud. Alle porte di Milano, il Comune di
Mediglia è quello con la più ampia fetta di territorio ancora “verde”,
un vanto per i cittadini del posto, ma anche un “pericolo”. Perché
quotidianamente le distese agresti sono bersaglio di gente senza
scrupoli che abbandona rifiuti, ma anche auto rubate.Basta inforcare una
bicicletta e pedalare lungo le strade che venano il territorio per
accorgersi delle discariche disseminate in campagna, tra secchi di
vernice, elettrodomestici, pneumatici, eternit e complementi d’arredo.
Da Zoate a Tribiano lungo la Cerca si lambiscono i confini di Mediglia e
già lungo la provinciale compaiono le prime cataste d’immondizia.
Allora basta muoversi verso la Paullese, seguendo la direzione per San
Martino Olearo e lungo le rive delle rogge che costeggiano le arterie si
notano sacchi neri in quantità.«Ne ho contati un centinaio - racconta
Silvano Paterlini di Cittadinanza Attiva -: sacchi bianchi e neri, borse
della spesa con dentro bottiglie di plastica e rifiuti domestici. Cose
che comunque si potrebbero tranquillamente smaltire conferendoli e
facendo la raccolta differenziata. E invece si trovano ai margini della
strada, così si spargeranno tra la vegetazione e quando passeranno gli
addetti della Provincia di Milano per tagliare l’erba delle rive,
verranno triturati e con l’andare del tempo ce li ritroveremo interrati.
Un vero scempio».Proseguendo poi per villa Zurli e Cascina Pizzo certo
lo sguardo non gode di un panorama migliore, visto che due enormi sacchi
fanno bella mostra davanti ad una roggia.Il tour prosegue verso il
campo sportivo, dove si trova un coacervo di materiali di vario tipo:
vernice, arredamenti a pezzi, stuoie, pentole e tante alte cose.
Puntando su Bustighera fino allo scheletro di quel che resta del
tritovagliatore, che i rifiuti doveva eliminarli, si scopre che, ironia
della sorte, proprio questo complesso è diventato la meta preferita
degli inquinatori, da quando nel 2007 è andato a fuoco e la struttura è
stata dismessa.La discarica a cielo aperto a ridosso delle recinzioni,
con televisori, un paio di batterie (una per camion e una per auto),
materassi, una vecchia lucidatrice e mobili forse rende bene l’idea.
Come se qualcuno avesse deciso di rifarsi l’arredamento liberandosi di
quello vecchio gettandolo in qualche campo.Fonte: Il Cittadino

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