venerdì 4 gennaio 2013

Da settembre sarà caccia all’“oro nero”

Partirà a settembre la caccia all’“oro nero” nel Lodigiano e all’inizio non ci saranno trivellazioni: lo hanno comunicato ai comuni interessati dalla ricerca i referenti sul territorio della AleAnna Resources Llc, la società di esplorazione e produzione di idrocarburi costituita con sede operativa a Houston, in Texas, e che ha dato vita al progetto già autorizzato Belgioioso per la ricerca di idrocarburi solidi e gassosi su 322 chilometri quadrati tra le province di Pavia e Lodi (e Milano per l’enclave di San Colombano). I comuni del nostro territorio interessati dalla ricerca sono 17 situati tra il Centro e la Bassa. Il progetto è partito in sordina: i permessi sono stati autorizzati nel novembre 2010 da Regione Lombardia, ma poi sono rimasti in tasca alla società americana, che in Italia ha sede legale a Matera e sede operativa a Roma. L’azienda era impegnata su altri fronti di ricerca anche nel nostro Paese. AleAnna è focalizzata sull’Italia, dove l’azienda sta sviluppando la propria attività nella Pianura Padana e nei Bacini del Bradano, con otto permessi di ricerca e tre istanze di permesso, per un totale di circa 3 mila 250 chilometri quadrati. Negli ultimi mesi del 2012 sono riprese le operazioni per avvicinarsi alle ricerche del progetto Belgioioso, ma i comuni del Lodigiano sono stati poco e male informati al riguardo, tanto che diverse amministrazioni comunali non hanno neppure ricevuto le convocazioni. Subito prima di Natale si è tenuto l’ennesimo incontro a cui ha partecipato per il Lodigiano il sindaco di Senna Francesco Premoli, che si è fatto portavoce di diverse amministrazioni comunali del territorio. La riunione è stata più che altro informativa dei tempi e dei metodi di ricerca degli idrocarburi, petrolio, ma anche gas. «Le prime operazioni di ricerca dovrebbero scattare nell’ultimo trimestre del 2013, dopo i raccolti - spiega Premoli -. La società infatti pianifica la ricerca soprattutto in aree agricole, e quindi lo fa quando ha la ragionevole certezza di non danneggiare le produzioni. Per i rilievi sarà utilizzata una struttura mobile, un camion con attrezzatura sofisticata in grado di scandagliare il sottosuolo e di riprodurne una mappatura precisa in base alla quale capire se c’è o meno petrolio o gas». Nessuna trivellazione dunque, almeno nella prima fase. Rispetto alle procedure, i sindaci presenti del Pavese e il primo cittadino di Senna hanno ottenuto ampie garanzie di tutela dell’esistente. «La società ci ha assicurato che il metodo utilizzato, pur emanando vibrazioni, non è tale da causare danni all’esistente - continua Premoli -. Le vibrazioni non sono più avvertibili dall’uomo a una distanza di 25-30 metri e non hanno conseguenze di alcun tipo, né per l’uomo né per gli animali. Nonostante tutte le rassicurazioni anche dal punto di vista sismico, in ogni caso è stato chiesto e ottenuto che i rilievi e le prove siano fatte a una distanza di almeno 200 metri dalle abitazioni. Solo dopo l’esito di queste ricerche la società deciderà se impegnarsi sul territorio o meno».Fonte: Il Cittadino

L’area della ricerca riguarda 16 comuni più San Colombano - L’area del Lodigiano interessata dai rilievi a caccia del petrolio va da Caselle Lurani a Casale, passando per tutta la fascia di Centro e Bassa che grosso modo sta in mezzo alla linea di congiunzione di questi comuni. Rappresentata su una cartina, l’area di ricerca è una sorta di croce schiacciata che si sviluppa nel Pavese da Linarolo a Belgioioso a Corteolona, lungo l’asse della strada provinciale 234, fino ad arrivare a San Colombano. Nel nostro territorio poi la ricerca si svilupperà verso Graffignana, Sant’Angelo, Vidardo, Marudo, Valera Fratta e Caselle Lurani, Pieve Fissiraga, Borgo San Giovanni, Villanova del Sillaro e Borghetto. Spostandosi verso la Bassa saranno coinvolti i territori comunali di Livraga, Brembio, Ospedaletto, Orio Litta, Senna e Casale. In totale saranno 16 comuni della provincia di Lodi e San Colombano a essere interessati dalle ricerche. Da un punto di vista operativo la società ha mostrato uno schema di ricerca: il territorio è stato diviso secondo una griglia di ricerca che parte dal sistema dell’Ancona a sud, in territorio di Senna, e risale verso nord e verso ovest. La griglia è formata così da tanti quadrati che hanno approssimativamente una lunghezza di circa 300 metri di lato. I rilievi della società saranno condotti, a campione, all’interno di questi quadrati, in modo da mappare con precisione le eventuali presenze di idrocarburi, sia in forma gassosa sia in forma solida. Oltre ai comuni lodigiani, il progetto di ricerca Belgioioso tocca 26 territori del Pavese e altri tre del Piacentino. In totale l’area scandagliata sarà di 322 chilometri quadrati. Molti comuni, anche nel Lodigiano, saranno però interessati solo marginalmente, con pochi quadrati della teorica griglia. Per queste ricerche non è previsto alcun tipo di rimborso o di pagamento per i proprietari dei terreni su cui si svolgeranno i rilievi. È prevista una sola polizza assicurativa a copertura dei danni (pare per un importo piuttosto limitato, circa 200mila euro). La profondità del sottosuolo scandagliata sarà variabile da posizione a posizione, con gli obiettivi di ricerca primari rappresentanti dai sedimenti di sabbie di epoca Miocene e Plio-Pleistocene, e con possibili target più profondi rappresentati dai calcari di era Mesozoica, le parti del terreno dove è possibile rinvenire gli idrocarburi ricercati.Fonte: Il Cittadino

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