giovedì 24 gennaio 2013

Mulazzano - Una provinciale immondezzaio, tra rifiuti, flaconi e scarti d’ufficio

Non ci rassegniamo a chiamarla discarica abusiva. Perché ancora vogliamo riconoscere piante e rogge che ospitano uccelli e animali selvatici. Ma qui, di certo, si tratta di strade e fossi violati da mani ignote: al momento non sarà possibile individuare i responsabili, ma almeno elencare il frutto delle loro azioni, quello sì. Perché lungo la provinciale 158, nel tratto che dalla via Emilia scende verso Quartiano e interessa i comuni di Tavazzano e Mulazzano, da tempo ormai si accumulano rifiuti, e ogni giorno c’è una novità.Quella di ieri è un sacco in plastica trasparente abbandonato addirittura sull’asfalto: contiene materiale cartaceo di scarto da ufficio, con lunghi scontrini non fiscali e buste postali opportunamente tagliate a metà; su una di queste buste è persino visibile il timbro “Milano Borromeo Cmp” e la data, 11 gennaio 2013. Da qualche giorno è invece comparsa - e la si vede sulla destra provenendo dalla via Emilia in direzione di Quartiano - una cassetta con contenitori in plastica vuoti, compresi flaconi di detersivi e prodotti per la casa.Ma purtroppo c’è altro. Basta infatti proseguire ancora per circa 100 metri e si arriva ad una curva a gomito, dove la roggia non ha molta acqua e tra sei grossi sacchi neri, che tra l’altro seminano rifiuti qua e là, sono visibili anche due televisori. Se si trattasse “solo” di bottiglie in plastica o vetro, di bicchieri di carta lanciati dalle auto, forse questa non sarebbe - purtroppo - una notizia, per il Lodigiano. Ma qualcosa fa pensare che qui si stia andando oltre l’incuria. E non soltanto perché la roggia, al momento senza acqua, che da questa curva a gomito arriva fino alla cascina Bolenzano, è diventata uno scarico a cielo aperto. Ma anche perché la tipologia dei rifiuti abbandonati è tale da porsi più di una domanda.Ecco un breve sommario di ciò che è visibile, oltre a ciò già riportato: un bidone di vernice bianca, per di più avvolto in un cellophane; materiale di risulta, come cocci rotti, contenuti in un grande sacco di carta con la scritta “Molini di Voghera”; flaconi di detersivi (“Dash e altri”) misti a scarpe (di scarpe se ne vedono quattro, tutte spaiate e di quattro tipi diversi, quindi in giro ce ne devono essere almeno altrettante); un altro elettrodomestico con filo elettrico ancora attaccato; bottiglie e contenitori vari di materiali tossici e dai colori più strani; reti; pneumatici di automobili con e senza cerchione; copricerchione.Inoltre: compare anche una lamiera accartocciata nei campi verso la centrale E.on; sacchi neri e non solo, appena fuori dall’abitato di Quartiano; e, la beffa, un pacco con la scritta “Comune di Tavazzano con Villavesco. Raccolta frazione secca” e che qualcuno ha gettato nel fosso. Non caschiamo nella trappola di dar la colpa al “comune”.Sono persone singole quelle che, invece di porre i rifiuti fuori dalla porta, per qualche motivo si scomodano a venire fin qui a riempire i bordi di sacchi d’immondizia e scarti che non saprebbero dove gettare, lungo una strada già in precedenza troppo stretta e con troppe auto di passaggio, dove persino le nutrie sembrano ora il male minore.Fonte: Il Cittadino

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