Al via i lavori per individuare una soluzione o quanto meno una proposta
da presentare al Comune di Milano per i cinquanta nomadi insediati a
Cascina San Francesco. Partendo da una serie di informazioni emerse dal
sopralluogo che è stato effettuato dall’esecutivo di centrosinistra
insieme alla polizia locale nel mese di dicembre, il sindaco Andrea
Checchi annuncia che «a breve si confronterà con i partiti di
maggioranza al fine di pensare come intervenire su una situazione dai
risvolti anche sociali, che presenta una comunità con a carico minori
alcuni dei quali frequentano le scuole di San Donato». In totale il
gruppo di “senza tetto” è composto da una cinquantina di persone, tutti
romeni, ma non di etnia rom, spinti in Italia da condizioni di estrema
povertà, che vivono in baracche realizzate con materiale di scarto. Si
scaldano con delle stufe e posseggono solo pochi utensili con cui
cucinano all’aperto in precarie condizioni igieniche. Hanno trovato
rifugio nell’area di proprietà dell’immobiliare Asio dove l’Inter ha
accarezzato l’idea di realizzare il nuovo stadio, in un indirizzo da cui
comunque prima o poi se ne dovranno andare. Il rebus che a questo punto
la giunta dovrà sciogliere, cercando una sinergia con il Comune di
Milano, riguarda proprio l’alternativa dove poterli collocare.
«Innanzitutto - annuncia il sindaco -, verrà organizzata una riunione
con le forze dell’ordine del territorio che riguarderà tutti gli aspetti
legati alla sicurezza, tenendo conto anche dei sistemi che utilizzano
per scaldarsi, piuttosto che di altri fattori riguardando la convivenza
con il resto della società civile». Dopodiché la questione passerà alla
politica. Checchi, come aveva già reso noto nelle scorse settimane, si
confronterà con i colleghi di palazzo Marino, ma intende arrivare con un
indirizzo condiviso dalle forze che lo sostengono, senza escludere
l’ipotesi di «un accompagnamento sociale» per le famiglie con bimbi
inseriti nelle aule sandonatesi che vorranno continuare a mandare i
figli a scuola. Già nei prossimi giorni quindi la giunta e la politica
torneranno anche a parlare della comunità che si è insediata nel
comparto San Francesco, in prossimità della Cascina diroccata. Una parte
di territorio quest’ultima che già in passato ha ospitato campi
improvvisati di gruppi anche numerosi di nomadi, che di in tanto in
tanto tornano a vedere San Donato come una meta, anche se provvisoria.Fonte: Il Cittadino

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