Le amministrazioni locali del territorio esprimono parere contrario alle
attività preliminari per la ricerca di petrolio e gas naturale nel
sottosuolo di Lodigiano e Pavese: le perplessità espresse alla fine di
dicembre hanno trovato riscontro in un documento ufficiale inviato alla
giunta regionale in vista della conferenza Stato-Regione che dovrà
esprimersi in merito alle autorizzazioni. L’iniziativa della stesura e
dell’invio del parere formale, obbligatorio per legge, è stata assunta
dalle amministrazioni comunali del Pavese, ma ha valore per tutti i
comuni coinvolti e in queste settimane è arrivata all’attenzione delle
amministrazioni lodigiane coinvolte.La ricerca di idrocarburi solidi e
gassosi per il progetto Belgioioso è stata proposta dalla società
AleAnna Resources Llc, con sede a Roma per l’Italia, e ha già ottenuto
le prime autorizzazioni, ma è solo all’inizio del suo cammino
amministrativo. Secondo la richiesta, dovrebbe interessare 322
chilometri quadrati tra le province di Pavia e Lodi (e Milano per
l’enclave di San Colombano). I comuni del nostro territorio interessati
dalla ricerca sono 17 situati tra il Centro e la Bassa: Graffignana,
Sant’Angelo, Vidardo, Marudo, Valera Fratta e Caselle Lurani, Pieve
Fissiraga, Borgo San Giovanni, Villanova del Sillaro, Borghetto,
Livraga, Brembio, Ospedaletto, Orio Litta, Senna e Casale, oltre a San
Colombano. Nel Pavese le ricerche interesseranno i paesi lungo l’asse
della provinciale 234 da Linarolo a Belgioioso a Corteolona,
interessando anche le nostre vicine Miradolo Terme e Inverno e
Monteleone. Le ricerche preliminari, con un sistema di analisi delle
vibrazioni in grado di restituire una fotografia del sottosuolo,
dovrebbero partire a settembre.Dopo le prime autorizzazioni del 2010,
tutto era rimasto congelato fino all’autunno scorso quando sono ripresi i
contatti e si sono tenute tra ottobre e dicembre tre riunioni tra la
società proponente, la Regione Lombardia e le amministrazioni locali. I
lodigiani hanno sempre lasciato l’iniziativa in mano al gruppo pavese,
pur non facendo mancare il proprio punto di vista. E alla fine le
amministrazioni comunali pavesi e lodigiane hanno concordato su diversi
punti che costituiscono il parere ufficiale già trasmesso alla Regione
per i prossimi passaggi istituzionali.Gli enti locali «esprimono parere
contrario anche in considerazione del fatto che non sono state chiamate
ad esprimersi né le Province interessate, né le associazioni di
categoria del settore agricolo e che pertanto risultano mancanti due
interlocutori ritenuti essenziali per la definizione e l’organizzazione
del progetto». Seguono una serie di richieste puntuali: invito alle
Province coinvolte e alle associazioni di categoria agricole a
partecipare ai lavori, istituzione di un tavolo tecnico per concordare
gli interventi, l’esclusione di ricerche in aree golenali e l’esclusione
dell’uso di esplosivi, una fascia di rispetto di 200 metri dagli
abitati, dimostrazioni in loco per valutare le vibrazioni, tutele per le
colture agricole. Infine, qualora si arrivasse all’estrazione, fin da
ora i comuni dicono di “no” alla tecnica del fracking (la fratturazione
idraulica del sottosuolo), considerandola «altamente impattante sia per
quanto riguarda le problematiche relative all’inquinamento, sia per la
salute pubblica».Fonte: Il Cittadino

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