mercoledì 23 gennaio 2013

Trivellazioni, i comuni non ci stanno

Le amministrazioni locali del territorio esprimono parere contrario alle attività preliminari per la ricerca di petrolio e gas naturale nel sottosuolo di Lodigiano e Pavese: le perplessità espresse alla fine di dicembre hanno trovato riscontro in un documento ufficiale inviato alla giunta regionale in vista della conferenza Stato-Regione che dovrà esprimersi in merito alle autorizzazioni. L’iniziativa della stesura e dell’invio del parere formale, obbligatorio per legge, è stata assunta dalle amministrazioni comunali del Pavese, ma ha valore per tutti i comuni coinvolti e in queste settimane è arrivata all’attenzione delle amministrazioni lodigiane coinvolte.La ricerca di idrocarburi solidi e gassosi per il progetto Belgioioso è stata proposta dalla società AleAnna Resources Llc, con sede a Roma per l’Italia, e ha già ottenuto le prime autorizzazioni, ma è solo all’inizio del suo cammino amministrativo. Secondo la richiesta, dovrebbe interessare 322 chilometri quadrati tra le province di Pavia e Lodi (e Milano per l’enclave di San Colombano). I comuni del nostro territorio interessati dalla ricerca sono 17 situati tra il Centro e la Bassa: Graffignana, Sant’Angelo, Vidardo, Marudo, Valera Fratta e Caselle Lurani, Pieve Fissiraga, Borgo San Giovanni, Villanova del Sillaro, Borghetto, Livraga, Brembio, Ospedaletto, Orio Litta, Senna e Casale, oltre a San Colombano. Nel Pavese le ricerche interesseranno i paesi lungo l’asse della provinciale 234 da Linarolo a Belgioioso a Corteolona, interessando anche le nostre vicine Miradolo Terme e Inverno e Monteleone. Le ricerche preliminari, con un sistema di analisi delle vibrazioni in grado di restituire una fotografia del sottosuolo, dovrebbero partire a settembre.Dopo le prime autorizzazioni del 2010, tutto era rimasto congelato fino all’autunno scorso quando sono ripresi i contatti e si sono tenute tra ottobre e dicembre tre riunioni tra la società proponente, la Regione Lombardia e le amministrazioni locali. I lodigiani hanno sempre lasciato l’iniziativa in mano al gruppo pavese, pur non facendo mancare il proprio punto di vista. E alla fine le amministrazioni comunali pavesi e lodigiane hanno concordato su diversi punti che costituiscono il parere ufficiale già trasmesso alla Regione per i prossimi passaggi istituzionali.Gli enti locali «esprimono parere contrario anche in considerazione del fatto che non sono state chiamate ad esprimersi né le Province interessate, né le associazioni di categoria del settore agricolo e che pertanto risultano mancanti due interlocutori ritenuti essenziali per la definizione e l’organizzazione del progetto». Seguono una serie di richieste puntuali: invito alle Province coinvolte e alle associazioni di categoria agricole a partecipare ai lavori, istituzione di un tavolo tecnico per concordare gli interventi, l’esclusione di ricerche in aree golenali e l’esclusione dell’uso di esplosivi, una fascia di rispetto di 200 metri dagli abitati, dimostrazioni in loco per valutare le vibrazioni, tutele per le colture agricole. Infine, qualora si arrivasse all’estrazione, fin da ora i comuni dicono di “no” alla tecnica del fracking (la fratturazione idraulica del sottosuolo), considerandola «altamente impattante sia per quanto riguarda le problematiche relative all’inquinamento, sia per la salute pubblica».Fonte: Il Cittadino

Nessun commento:

Posta un commento

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...