Le vecchie case di Viboldone sono inagibili. La proprietà a questo punto
dovrà effettuare dei lavori per la messa in sicurezza delle parti
pericolanti che si affacciano su via Folli, la strada centrale di un
borgo quasi deserto.Dal momento che, complice forse la crisi economica,
sino ad ora nessun imprenditore ha scommesso sul piano che dovrebbe
rianimare il pregiato angolo di territorio, il rischio è lo stato di
abbandono.Da qualche anno anche gli ultimi inquilini che vivevano nelle
datate abitazioni hanno dovuto cambiare indirizzo e ora le vecchie
residenze dei salariati rischiano di finire nel degrado. Dopo un lungo
silenzio l’attenzione torna sul borgo che ospita l’Abbazia degli
Umiliati e il convento, a seguito di una recente ordinanza.Nel documento
il comune sollecita alla proprietà di effettuare una serie i opere
urgenti . Oltre alla sistemazione delle parti pericolanti di alcuni
edifici, si parla anche della chiusura permanente di tutti gli accessi,
onde evitare che il complesso disabitato possa trasformarsi in un
rifugio per sbandati sulla base di altri noti esempi. Al tempo stesso
viene chiesta anche l’interruzione di energia e acqua potabile, al fine
si scongiurare il pericolo che con il gelo la presenza di acqua
ghiacciata spacchi i tubi. La stessa Società Agricola Viboldone,
proprietaria degli edifici del borgo, ha del resto chiesto al comune il
certificato di inagibilità per le residenze storiche che restano in
attesa di investimenti. Nel documento si parla anche dei problemi
igienici riscontrati dalla Asl, qualche ulteriore conferma che fino a
quando le case di un tempo non verranno completamente ristrutturate
nessuno potrà abitarle.Sino ad ora infatti è rimasto sulla carta il
progetto, che sul piano burocratico ha dalla sua parte l’avallo del
consiglio, su cui gli operatori non se la sono ancora sentiti di
scommettere. Il progetto prevede una quota di residenziale con la
conservazione delle geometrie dell’epoca, nonché il passaggio al comune
della Corte Grande, dove è stato pensato persino un polo universitario.
La prospettiva che tiene conto della storia dei luoghi e della sua
architettura, attraverso un recupero che restituirebbe decoro e
riqualificazione ad un indirizzo che rischia di finire dimenticato, ha
ottenuto anche il benestare della Soprintendenza. In un primo tempo
sembrava che la soluzione, dopo tanto dibattito e una serie di proposte
andate in fumo, era ormai alle porte.Dopodiché la recessione economica
pare abbia remato contro quel moderato sviluppo edificatorio, promosso
in modo bipartisan dalla politica locale, che avrebbe assicurato un
futuro a Viboldone. A questo punto, in attesa di un investitore, la
proprietà dovrà garantire quantomeno un clima di sicurezza, al fine di
evitare che le costruzioni disabitate si trasformino in un rifugio per
chi è a caccia di soluzioni di fortuna.Fonte: Il Cittadino

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