Due progetti futuristici che presto potrebbero diventare realtà. Tra interazione social e uno sguardo alla sostenibilità
Siamo abituati a immaginare l'architettura
urbana come un ammasso di cemento e metallo e gli spazi verdi delle oasi
in mezzo alle distese cittadine. Beh è ora di cambiare idea, o
quantomeno evolverla. Perché gli "spazi del futuro" sono già realtà,
almeno su carta. E ben presto anche nella nostra vita di tutti i giorni.
Stiamo parlando di due progetti che incrociano e sposano insieme
l'arredo urbano, l'innovazione tech, l'interazione social e l'attitudine
bio. Il primo dei due esempi di sviluppo architettonico prenderà il via
a Londra sotto il nome di "Organic London Skyscraper" che, come il nome
stesso spiega, e un vero e proprio edificio "organico" rivestito
completamente da pannelli rigidi realizzati con carta riciclata e
rifiuti plastici prodotti da chi vi abita e impiantati su una struttura a
impalcatura realizzata in bambù.
Per quanto futuristico sia il progetto, la messa in pratica a è semplice: in pratica si sfrutteranno i rifiuti degli stessi inquilini per produrre i materiali necessari all'escalation verticale del grattacielo. Per dare un'idea e dire qualche cifra: con 80 bottiglie di plastica prodotte da un ogni utente si otterrebbe un pannello isolante. A questo si vanno ad aggiungere 75 kg di carta riciclata corrispondenti a due pannelli termoisolanti. E così via. In modo tale che l'Organic London cresca di altezza, recuperando i rifiuti stessi prodotti dai residenti, in una logica di riciclaggio-costruzione-riciclaggio. E conseguente abbattimento dei costi di costruzione. Che tuttavia non rimane il solo beneficio visto che la struttura, come spiegano gli ideatori, i progettisti di Chartier-Corbasson, "È una risposta concreta e reale al costante aumento della popolazione urbana e al conseguente aumento dei rifiuti solidi. I tempi di realizzazione, poi, sono di tutto rispetto: abbiamo calcolato che ci vorrà poco meno di un anno perché dai rifiuti degli stessi inquilini dell'edificio si completi la facciata dell'edificio". E a quanto pare le loro motivazioni devono essere state convincenti visto che il progetto di Chartier-Corbasson ha recentemente ricevuto una menzione d'onore al concorso Skyscrapers and SuperSkyscrapers 2014. Fonte: La Repubblica.it
Per quanto futuristico sia il progetto, la messa in pratica a è semplice: in pratica si sfrutteranno i rifiuti degli stessi inquilini per produrre i materiali necessari all'escalation verticale del grattacielo. Per dare un'idea e dire qualche cifra: con 80 bottiglie di plastica prodotte da un ogni utente si otterrebbe un pannello isolante. A questo si vanno ad aggiungere 75 kg di carta riciclata corrispondenti a due pannelli termoisolanti. E così via. In modo tale che l'Organic London cresca di altezza, recuperando i rifiuti stessi prodotti dai residenti, in una logica di riciclaggio-costruzione-riciclaggio. E conseguente abbattimento dei costi di costruzione. Che tuttavia non rimane il solo beneficio visto che la struttura, come spiegano gli ideatori, i progettisti di Chartier-Corbasson, "È una risposta concreta e reale al costante aumento della popolazione urbana e al conseguente aumento dei rifiuti solidi. I tempi di realizzazione, poi, sono di tutto rispetto: abbiamo calcolato che ci vorrà poco meno di un anno perché dai rifiuti degli stessi inquilini dell'edificio si completi la facciata dell'edificio". E a quanto pare le loro motivazioni devono essere state convincenti visto che il progetto di Chartier-Corbasson ha recentemente ricevuto una menzione d'onore al concorso Skyscrapers and SuperSkyscrapers 2014. Fonte: La Repubblica.it

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